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16/07/2007
I set dell'estate
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Sergio RubiniNato il 21/12/1959 a Grumo Appula (BA), Italia
Biografia:
Nasce in Puglia, ma si trasferisce a Roma nel 1978 per frequentare l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico". Dopo l’Accademia lavora in teatro come attore (con Lavia e Coltorti, tra gli altri) e come regista di molte commedie firmate da Umberto Marino. Piccolo, febbrile, smangiato, la sua comicità è stralunata e surreale, il suo approccio recitativo naturalista di un'intensità minacciosa. È il piccolo uomo travolto, che trova però lo scatto per riemergere e ‘resistere’, come dimostrerà nei ruoli che si cuce addosso nelle sue prove di regia cinematografica, dal debutto, con Margherita Buy, La Stazione su un testo di Marino che aveva già diretto a teatro, ai meno felici e compiuti La Bionda e Prestazione Straordinaria (sempre con la Buy).
Non sarà, forse, un limite, essere regista di se stesso? La sua discontinuità (quella sua capacità di passare da prove impressionanti a prestazioni troppo ordinarie, da una capacità di controllo e selezione espressiva ad una gestualità isterica da filodrammatica) è, però, qualcosa che percorre tutta la sua filmografia. Un passo indietro: dopo il debutto come attore su grande schermo, avvenuto nel 1985 con Figlio Mio, infinitamente caro di Valentino Orsini, è stato definitivamente lanciato da L’Intervista di Fellini ma non da Treno di Panna di Andrea De Carlo.
Alterna buone scelte e passi falsi. Il sodalizio con Giuseppe Piccioni, ad esempio, è senz’altro riuscito nel caso del Grande Blek, Chiedi la Luna (ancora a fianco di Margherita Buy, sua compagna nella vita) e controverso nel caso di Condannato a Nozze (dove, però, nel ruolo del doppio, mette in luce tutte le corde recitative in suo possesso). Bella occasione - per l’attore - sono stati Al Lupo al Lupo di Carlo Verdone (altro titolo assai imperfetto di un regista in genere più felice) e Una Pura Formalità di Giuseppe Tornatore, dove fra i due contendenti Depardieu / Polanski, si ritaglia con intelligenza il ruolo dell‘"assurdo" osservatore.
Episodi da scordare: Cattive Ragazze di Marina Ripa di Meana e Storie d’Amore con i Crampi di Pino Quartullo.
Autore anche di radiodrammi, ha al suo attivo alcune regie radiofoniche, tra le quali "Amleto" di Shakespeare e "Faust" di Goethe. (ms)
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