La migliore risorsa italiana sul mondo del cinema
ricerca film:

Harold e Maude

Harold e Maude

(Harold and Maude)

Film del: 1971     Genere: Commedia / Drammatico / Romantico
Durata: 91 minuti   


La morte, sia fisica che interiore, è il filo conduttore di Harold e Maude, un leit motif estraneo alla ragione umana, ed allo stesso tempo complementare, che porta i due personaggi per mano fino al termine della loro storia.


Trama:

Harold è un giovane pervaso da strane manie, tanto che i suoi genitori lo considerano irrecuperabile. Un giorno dopo un tentativo di matrimonio combinato decide di sposare l'anziama Maude e comunicarlo alla famiglia.



Vota il film!

Voto medio: 7,00

Voto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto acceso


Recensione del film: Harold e Maude

Siamo ad un funerale, la pioggia comincia lentamente a cadere, la bara è stata già calata nella fossa e la lunga sfilza di persone, in rigoroso grigio, comincia a sfoderare lentamente i propri ombrelli. Come in una sorta di triste parata i parapioggia lugubri e neri si aprono quasi a suggellare il rito: un ultimo cadaverico saluto al dipartito. Fra tutti quei palloncini mezzi abortiti però se ne distingue uno, colorato, allegro, che ballonzola fra la piccola folla facendosi largo quasi divertito. E’ quello della piccola grande Maude che, saltellando sulle note di “Tea for the Tillerman” di Cat Stevens, viene a raccontarci che c’è ancora una speranza anche, e soprattutto, alla morte.

Peter Bogdanovich, uno che la sa lunga sul cinema, in una recente intervista ha detto che non si poteva stare nella stessa stanza con Hal Ashby e Cat Stevens, che sembravano due barboni, due Homeless, dei senzatetto.
La morte, sia fisica che interiore, è il filo conduttore di Harold e Maude, un leit motif estraneo alla ragione umana, ed allo stesso tempo complementare, che porta i due personaggi per mano fino al termine della loro storia.
All’inizio della vicenda il timido ed introverso Harold si suicida, scende in una specie di scantinato, aziona un vecchio giradischi e poi s’impicca. Ma non è l’unico gesto estremo che compie il ragazzo, ne attuerà degli altri durante l’arco del film, alcuni raccapriccianti, altri ridicoli. Si fingerà sgozzato nella vasca da bagno, bruciato vivo in giardino, affogato in piscina davanti allo sguardo impassibile della madre, si mozzerà una mano davanti alla sua futura sposa e arriverà addirittura ad autoinfliggersi l’antica arte del Harakiri, tutto questo per manifestare il suo assoluto dissenso verso uno status familiare dittatoriale e menefreghista, contro una società grottescamente, oltre che realisticamente, militaristica ed oppressiva. Harold risulta così un rivoluzionario che invece di mettere bombe fa esplodere se stesso ogni volta ne senta la necessità, un rivoltoso come solo i giovani inquieti sanno esserlo.

Ma oltre alla classica ed inevitabile celebrazione razionale dell’oggetto cinematografico, evitando anche volontariamente il contesto sia storico che artistico (siamo nel 1971, un periodo molto caldo su tutti i livelli) subentra un altro tipo di attaccamento a questo film da parte di chi scrive, sia epidermico che interiore. Hal Ashby, l’artefice del prodotto, il barbone com’è stato definito dal suo collega, umilmente ed anche semplicemente ci descrive una visione che arriva come un ineffabile dardo proprio nel cuore delle vittime predestinate, senza sbagliare il colpo. Forse per questo, paradossalmente, diventa un racconto selettivo, personale, intimo. Non si sta parlando solo del coraggioso ed anti-etico rapporto tra il giovane Harold e l’arzilla ottantenne Maude, ma anche di come viene trattato l’argomento adolescenza. Ashby, il senzatetto, riesce a suonare le corde nascoste di uno strumento del tutto particolare ed al quale nessuno è più riuscito a mettere le mani con lo stesso talento.

In un film di Luis Bunuèl l’interprete principale, impersonato da Fernando Rey, uscendo dalla porta di casa viene bloccato proprio sull’uscio dal suo cameriere che gli ricorda di portarsi dietro il proprio fardello, e con questa frase gli porge un sacco che subito sparisce nella scena dopo. Per chi vede cinema ho sempre pensato che sia lo stesso: rientrando a casa, in ufficio o al bar ci si porta i propri film addosso, attaccati agli abiti, appesi nella testa, ed Harold e Maude rimane uno di questi, una valigia invisibile e silenziosa che ti segue dappertutto ma, al contrario, non pesa affatto.

(Marco Massaccesi)



Cast

    Bud Cort
(23 anni circa in questo film)

... Harold

    Cat Stevens
(23 anni circa in questo film)

... uomo al funerale

    Charles Tyner
(46 anni circa in questo film)

... zio Victor

    Cyril Cusack
(61 anni circa in questo film)

... Glaucus

    Ellen Geer

... Sunshine Doré

    Eric Christmas
(55 anni circa in questo film)

... prete

    G. Wood
(52 anni circa in questo film)

... psichiatra

    Judy Engles

... Candy Gulf

    Ruth Gordon
(75 anni circa in questo film)

... Maude

    Shari Summers

... Edith Phern

    Vivian Pickles
(40 anni circa in questo film)

... Mrs. Chasen

Dati Tecnici

Nazione

 

USA

Regia

 

Hal Ashby

Sceneggiatura

 

Colin Higgins

Fotografia:

 

John A. Alonzo

Colonna Sonora

 

Cat Stevens

Produzione:

 

Paramount Pictures

Distribuzione:

 

CIC

film film



..............................

scrivi la tua opinione

..............................