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Il Cacciatore

Il Cacciatore

(The Deer Hunter)

Film del: 1978     Genere: Drammatico / Guerra
Durata: 183 minuti   


Tra le molteplici sequenze che meriterebbero di essere ricordate, probabilmente quella della roulette russa nel campo di prigionia vietnamita, su una palafitta di canne sopra un fiume limaccioso infestato dai topi e battuto da una pioggia incessante quanto collosa e opprimente, ritmata dalle urla del crudele “croupier” che gira la pistola sopra un sudicio tavolino, è quella che più delle altre rimarrà impressa nei nostri nervi e nei nostri cervelli.


Trama:

La storia di tre amici partiti per il Vietnam dove la guerra sconvolgerà le loro esistenze.



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Voto medio: 7,67

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Recensione del film: Il Cacciatore

Tra le molteplici sequenze che meriterebbero di essere ricordate, probabilmente quella della roulette russa nel campo di prigionia vietnamita, su una palafitta di canne sopra un fiume limaccioso infestato dai topi e battuto da una pioggia incessante quanto collosa e opprimente, ritmata dalle urla del crudele “croupier” che gira la pistola sopra un sudicio tavolino, è quella che più delle altre rimarrà impressa nei nostri nervi e nei nostri cervelli.

In quel campo Michael (Robert De Niro), Nick (Christopher Walken) e Steven (John Savage) ci sono arrivati da un sobborgo industriale della Pennsylvania. Erano tre operai in una acciaieria, non sappiamo se sono partiti volontari o coscritti, sta di fatto che li vediamo partecipare al matrimonio di Steve: in un quartiere di emigrati russi, la cerimonia è tutto un cantare e ballare alla cosacca, e tradizioni popolari come il vino rosso bevuto da un doppio calice dai due sposi. Se una goccia cadrà sarà sfortuna e sventura, qualche goccia cade sul candido abito della sposa, ma , alla festa, nessuno se ne accorge: ce ne accorgiamo noi, invece, spettatori attenti e ce ne rammarichiamo perché quelle gocce, che come sangue si spandono sul tessuto , sono presaghe dei futuri dolorosi ed infausti eventi, meraviglia del simbolismo e dell’occhio del regista che ci fa cogliere ciò che non dev’esser colto...).

Ma prima dell’Inferno, il Paradiso. Prima del Vietnam, ci sono montagne ed un cervo da cacciare. E’ Michael l’unico vero cacciatore (Robert De Niro, un altro italo americano, dopo Taxi Driver e New York, New York di Scorsese, di origine italiche anch’egli, conferma tutto quel che di buono fino ad ora ha fatto.) Ora il suo mento è tornito da un folto pizzetto, arrotonda le spigolosità dei personaggi precedenti, un mento ed un portamento da Capo. Ha una sua ferrea filosofia (“Il cervo deve essere colpito con un colpo solo, altrimenti non è leale”) alla quale si aggrappa quando all’inferno dovrà salvare lui e i suoi due amici e commilitoni. Il Vietnam è dall’altra parte del piano sul quale svettano le montagne, orlate di neve, sulle quali cacciare cervi e intonare motti al Dio della nazione più ricca della Terra.

Dall’altra parte, a testa in giù, come in un’opera di Bosch, c’è il Vietnam con i suoi Vietcong – tutti cattivissimi, mi vien la voglia di dire. Il montaggio, magistrale, ci mostra di due momenti – montagne e paludi, conifere e giungla limacciosa – senza soluzioni di continuità. Cimino utilizza gli strumenti della retorica, in quel passaggio dà luogo ad un vero e proprio ossimoro filmico. Il montaggio, così caro a questi italo americani. Le lunghe sequenze della festa del matrimonio ricordano molto quelle del matrimonio Coppoliano del Padrino. Inframezzando scene di ballo con rapidi incursioni sui personaggi, conosciamo questi ultimi nelle loro più intime psicologie. Ed ecco che impariamo che Michael è ombroso e tendente alla malinconia, Nick ha un quarto di mistero che in parte lo cela, Steve è infantile ed indifeso, Stanley (John Cazale) sbruffone ed ottuso , Axel (Chuck Aspegren) generoso e ridanciano, John (George Dzundza) buono ed incline alla commozione. Dove c’è una guerra, c’è un ritorno. Non tutti ritorneranno, anzi, in realtà nessuno di chi è partito tornerà uguale come quando ha lasciato quella cittadina della Pennsylvania. Michael, scruta dall’alto di una collinetta i suoi vecchi amici che gli avevano preparato una festa di ben tornato. Quello di cui ha più paura è la banalità delle frasi che la gente gli rivolgerà, quei sorrisi di circostanza che forse feriscono più di una bomba di un viet-cong.

Tra quelle persone, lì fuori nella strada all’alba ancora ad attenderlo, c’è anche Linda (Meryl Streep, così brava quanto desiderabile) la quale ha tanto bisogno di calore ed affetto quanto la necessità di darne un poco a qualcuno, anche se quel qualcuno non è la persona che sperava di rivedere...

(Daniele Sesti)



Cast

Robert De Niro   Robert De Niro
(35 anni circa in questo film)

... Michael Vronsky

Christopher Walken   Christopher Walken
(35 anni circa in questo film)

... Nick

John Cazale   John Cazale
(43 anni circa in questo film)

... Stanley 'Stosh'

Meryl Streep   Meryl Streep
(29 anni circa in questo film)

... Linda

George Dzundza   George Dzundza
(33 anni circa in questo film)

... John

John Savage   John Savage
(29 anni circa in questo film)

... Steven

    Chuck Aspegren

... Axel

    Pierre Segui

... Julien

    Rutanya Alda

... Angela

Shirley Stoler   Shirley Stoler
(49 anni circa in questo film)

... madre di Steven

Home Video

Anno di uscita in home video: 2001

Distribuzione: Universal Pictures

Contenuti speciali:  Trailers / Note di produzione

Formati audio: Mono

Formati video: Wide Screen / 2.35 : 1 / Anamorfico

Dati Tecnici

Nazione

 

USA

Regia

 

Michael Cimino

Sceneggiatura

 

Michael Cimino / Deric Washburn / Louis Garfinkle / Quinn K. Redeker

Fotografia:

 

Vilmos Zsigmond

Colonna Sonora

 

Stanley Myers

Produzione:

 

Universal Pictures / EMI

Distribuzione:

 

Titanus

Distribuzione Home video:

 

Universal Pictures

The Deer Hunter

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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