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Whiplash

Whiplash

(Whiplash)

Film del: 2014     Genere: Drammatico
Durata: 107 minuti   Uscito al cinema il: 12/02/2015   



Trama:

Andrew è un giovane e dotato studente del primo anno al conservatorio di Manhattan, che viene notato dal professor Fletcher, rigoroso e intransigente, che lo fa entrare nella sua orchestra prima come aiuto batterista e poi come prima parte. Ma il percorso di Andrew è appena iniziato, perché Fletcher lo sottopone a ritmi stressanti e prove estenuanti per portarlo alla perfezione. Finché l’equilibrio di Andrew rischia di spezzarsi.



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Voto medio: 7,00

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Recensione del film: Whiplash

Nato come cortometraggio e come tale premiato e accolto con entusiasmo al Sundance Film Festival nel 2013, Whiplash è sicuramente uno dei film più interessanti di questa stagione (e questo non solo perché l’Academy si è accorta di questo piccolo film indipendente sommergendolo di nominations, fra cui quella per miglior film e miglior attore non protagonista).
Il regista, Damien Chazelle, ha soltanto 29 anni ed è alla sua opera seconda e il miglior augurio che possiamo farci è di vederlo presto alla prese con il suo prossimo lavoro. Sebbene la trama sia un poco scontata - giovane promessa della musica incontra maestro esigente che lo spinge al di là di ogni limite umano per raggiungere la perfezione - Chazelle è riuscito a inserire brillanti elementi di novità.
Innanzitutto, al centro di tutto non c’è la musica colta, ma un genere poco “frequentato” al cinema come il jazz. Andrew Neyman non è un solista, ma un elemento pienamente inserito in un’orchestra, che deve mettere il proprio talento prima di tutto al servizio degli altri, e soprattutto non è spinto dal sacro fuoco dell’arte ma - e in questo senso è molto più moderno e meno idealistico come personaggio - sembra più interessato a lasciare un segno, a scolpire il proprio nome a fianco di quello dei grandi artisti del passato e guadagnarsi l’immortalità del successo (laddove spesso i protagonisti di film simili hanno verso la musica o la propria arte una abnegazione quasi sacerdotale.

In Scarpette Rosse, alla domanda sul perché vuole danzare, la protagonista risponde convinta: “Lei perché vuole vivere”?). Più di altri film, però, Whiplash riesce a mostrare la verità dello studio musicale, fatto di impegno, sudore e - in molti casi - di sangue vero, versato sugli strumenti dopo ore e ore passate a ripetere ossessivamente le stesse battute. Su tutti c’è il professor Fletcher, un “magus” pronto a tutto per tirare fuori il meglio dai suoi studenti, perché il suo sogno non è tanto creare musica ma riuscire a trovare nella massa di musicisti che affollano le aule di conservatorio i grandi nomi della musica del domani, nomi che con tutta probabilità lo supereranno in fama, mentre lui resterà nell’ombra, con la consapevolezza però di aver scovato il nuovo Charlie Parker e di averlo spinto al limite delle proprie possibilità umane. Chazelle ha preso spunto dalla propria esperienza adolescenziale come batterista in una jazz band molto competitiva e dal suo rapporto controverso con il proprio maestro. Questo aggiunge verità al racconto, che in alcuni momenti però può sembrare eccessivo. Whiplash infatti si prende anche il rischio di dare della musica una visione falsata, come se in realtà suonare non fosse altro che diventare una macchina virtuosistica, votata solo alla riproduzione senza cuore, sostituito da un metronomo interno che batte sempre più veloce. E si prende anche il rischio di far passare come accettabile il solito concetto de “il fine giustifica i mezzi”, per cui è assolutamente credibile vedere un maestro comportarsi da bullo sadico e violento nei confronti di allievi adolescenti, segnandone per sempre la psiche, ed empatizzare con lui anziché con i suoi alunni, perché il suo è un più che nobile scopo e in fin dei conti quei giovani musicisti non sembrano impegnarsi abbastanza e avvicinarsi alla musica con la giusta devozione (ma per ogni Andrew Neyman che riesce nel film, c’è un David Helfgott - per restare nel campo degli esempi cinematografici - che impazzisce nella realtà).
Chazelle ha la mano sicura di chi conosce la materia e sa come renderla al meglio, anche dal punto di vista tecnico: il montaggio è qualcosa di prodigioso e gli effetti sonori sono letteralmente esplosivi (e film è candidato agli Oscar in entrambe le categorie).
Il giovane protagonista Miles Teller tiene la scena con convinzione, regalando al personaggio di Andrew fragilità e arroganza in egual misura, ma il film è tutto di J.K.Simmons, che finalmente da caratterista trova il ruolo della vita. Gli ultimi venti minuti del film sono da antologia.

(Chiara Cecchini)



Cast

    Miles Teller

... Andrew

J.K. Simmons   J.K. Simmons
(59 anni circa in questo film)

... Fletcher

    Paul Reiser
(57 anni circa in questo film)

... Jim Neimann

    Daniela Vespa

... Nicole

Austin Stowell   Austin Stowell
(30 anni circa in questo film)

... Ryan

Dati Tecnici

Nazione

 

USA

Regia

 

Damien Chazelle

Sceneggiatura

 

Damien Chazelle

Fotografia:

 

Sharone Meir

Colonna Sonora

 

Stefano Ruffato

Produzione:

 

Bold Films / Right of Way Films / Blumhouse Productions

Distribuzione:

 

Sony Pictures

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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