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Vinodentro

Vinodentro

(Vinodentro)

Film del: 2014    
Durata: 100 minuti   Uscito al cinema il: 11/09/2014   



Trama:

Trento. L’esperto enologo Giovanni Cuttin è accusato di aver ucciso la sua ex moglie. Interrogato dal commissario Sanfelice, a sua volta appassionato di vini, Cuttin scopre che tutti gli indizi sono contro di lui, a cominciare dagli ultimi tre anni della sua vita, nei quali è passato da oscuro impiegato di provincia e astemio convinto a ricco direttore di banca, con l’hobby per l’enologia di lusso, tombeur de femmes e amico di un enigmatico “Professore” che sembra tenere le fila di tutto.



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Recensione del film: Vinodentro

Il regista Ferdinando Vicentini Orgnani, discendente di una famiglia che produce vino da più di mezzo secolo, gioca con il noir e la rilettura dell’eterno mito del Faust in un film, ispirandosi al romanzo “Vino dentro” di Fabio Marcotto e condendolo con spruzzate à la Kubrick, tocchi del Tornatore di Una pura formalità, echi del “Don Giovanni” di Mozart-Da Ponte, simboli massonici e influenze da “Il Maestro e Margherita” di Mikhail Bulgakov. Il tutto innaffiato da dosi abbonanti di vino, che fanno da accompagnamento alle varie anime di un film che vuole essere appunto un noir denso e corposo ma che non rinuncia alla commedia con le bollicine.

Il vino è il protagonista di questo lavoro e forse, come tutti i grandi protagonisti, corre il rischio di “mangiarsi” il film concentrando su di sè tutta l’attenzione e si sa, troppo vino rischia di dare alla testa e confondere. L’esperimento di Orgnani è comunque interessante e parzialmente riuscito, che apprezzerà soprattuto chi si diverte nel gioco di riconoscere quante più citazioni possibili mentre invece potrà alienarsi le simpatie di chi mal sopporta la riproposizione, ancorché variata fin che si vuole, del faustismo più abusato. Orgnani costruisce bene la sua intricata struttura a flashback che ci porta a conoscere prima un Giovanni Cuttin all’apice del successo e poi a mostrarcelo nei panni di piccolo travet in ascesa grazie all’incontro con un “Professore” dalla barbetta mefistofelica e dalle curiose dote premonitrici (e qui siamo dalle parti del Woland di Bulgakov, con tanto di seguito demoniaco).
Lo stesso Cuttin non riesce a spiegarsi i suoi repentini successi carrieristici né tantomeno come è stato possibile per lui, astemio, diventare uno dei massimo esperti di vino dopo un solo assaggio di Marzemino (vino citato da da Ponte nel libro del mozartiano “Don Giovanni) insieme al Professore. Il commissario Sanfelice, appassionato di vini frustrato da un naso più che mediocre che vorrebbe essere invece come Cuttin ma in realtà si vive ancora con la madre e spera di essere trasferito dalla provincia alla Capitale, indaga e finisce anche lui per perdersi nella malia del Professore e del mistero che avvolge questo personaggio.

Orgnani si avvale della collaborazione di un “mostro” come Dante Spinotti alla fotografia e si giova delle musiche di Paolo Fresu, che si alternano con arie mozartiane cantate da Ferruccio Furlanetto e musiche di Schubert (e qui il rimando a Kubrick è più che evidente). Ottimo il protagonista Vincenzo Amato, che ben duetta con Pietro Sermonti nei panni del commissario Sanfelice. Bella e misteriosa Daniele Virgilio di “Romanzo Crimanale” e un po’ troppo sopra le righe Giovanna Mezzogiorno. Su tutti il francese Lambert Wilson.

(Chiara Cecchini)



Cast

    Vincenzo Amato

... Giovanni Cuttin

Giovanna Mezzogiorno   Giovanna Mezzogiorno
(40 anni circa in questo film)

... Adele

Lambert Wilson   Lambert Wilson
(56 anni circa in questo film)

... il professore

Pietro Sermonti   Pietro Sermonti
(43 anni circa in questo film)

... commissario Sanfelice

Gioele Dix   Gioele Dix
(58 anni circa in questo film)

... direttore Bibenda

Dati Tecnici

Nazione

 

Italia

Regia

 

Ferdinando Vicentini Orgnani

Sceneggiatura

 

Ferdinando Vicentini Orgnani / Fabio Marcotto

Fotografia:

 

Dante Spinotti

Colonna Sonora

 

Paolo Fresu

Produzione:

 

Moodyproduction

Distribuzione:

 

Nomad Film

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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