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Synecdoche, New York

Synecdoche, New York

(Synecdoche, New York)

Film del: 2008     Genere: Drammatico
Durata: 124 minuti   Uscito al cinema il: 19/06/2014   


un finale splendidamente decadente


Trama:

Un regista teatrale, affetto da una strana e costante malattia che lo sta portando alla morte, sta lavorando al suo ultimo, grandioso spettacolo: un’opera larger than life, che sembra non avere mai fine.



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Recensione del film: Synecdoche, New York

L’esordio cinematografico dello sceneggiatore Charlie Kaufman è datato 2009 e soltanto “grazie” all’improvvisa e drammatica morte del suo protagonista Philip Seymour Hoffman è stato possibile vederlo ora nelle sale italiane. Così si finisce per correre il rischio di guardare a Synecdoche, New York” come testamento artistico del grande attore, restando spiazzati di fronte a quella che invece è la vera natura del film, di una complessità estrema e (forse) elitaria.

Kaufman ci ha già abituati alle sue visionarie invenzioni, a cui hanno dato vita e immagini Spike Jonze (“Essere John Malkovich”, “Il ladro di orchidee”) e Michel Gondry (“Se mi lasci, ti cancello”). Ora che ha avuto in mano per la prima volta il controllo totale, Kaufman dà libero sfogo al proprio ingegno per raccontare quella che inizialmente sembra essere solo la storia di un regista teatrale in crisi famigliare e professionale per poi diventare via via una riflessione mastodontica sul senso della vita e dell’arte di un uomo, un creatore, che fa della vita un’opera d’arte totale.
Ogni cosa, ogni persona, ogni situazione, anche la più banale, viene ricreata, diretta e recitata e rivissuta in un gigantesco set teatrale per uno spettacolo senza fine, potenzialmente espandibile all’infinito, a cui nessuno pubblico assisterà mai e il cui sipario potrà calare soltanto quando entrerà in scena la morte, quella vera, che per anni ha perseguitato il protagonista.
Vita e arte sembrano dissolversi l’uno dentro l’altro e i contorni diventano sempre più labili, le persone vivono attraverso degli alter ego teatrali, in un gioco di specchi che disorienta.

L’opera d’arte totale del protagonista Caden Cotard è un microcosmo all’interno della città di New York, una parte di mondo con la quale si arriva a determinare invece l’intera esistenza, affidandole un significato più esteso di quello che realmente le apparterrebbe in quanto mera finzione. Su tutto il film grava una pesantezza mortifera e dolorosa (a maggior ragione ora che lo guardiamo dopo la scomparsa di Seymour Hoffman), prima di implodere drammaticamente su se stesso nel finale, splendidamente decadente.

(Chiara Cecchini)



Cast

Philip Seymour Hoffman   Philip Seymour Hoffman
(41 anni circa in questo film)

... Caden Cotard

Catherine Keener   Catherine Keener
(48 anni circa in questo film)

... Adele Lack

Tom Noonan   Tom Noonan
(57 anni circa in questo film)

... Sammy Barnathan

Michelle Williams   Michelle Williams
(28 anni circa in questo film)

... Claire Keen

Samantha Morton   Samantha Morton
(31 anni circa in questo film)

... Hazel

Jennifer Jason Leigh   Jennifer Jason Leigh
(46 anni circa in questo film)

... Maria

Emily Watson   Emily Watson
(41 anni circa in questo film)

... Tammy

Dati Tecnici

Nazione

 

USA

Regia

 

Charlie Kaufman

Sceneggiatura

 

Charlie Kaufman

Fotografia:

 

Frederick Elmes

Colonna Sonora

 

Jon Brion

Produzione:

 

Sidney Kimmel Entertainment / Projective Testing Service / Likely Story / Russia

Distribuzione:

 

Bim

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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