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Manto acuifero

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FESTIVAL

Festival Internazionale del Film di Roma  2013
Concorso

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Manto acuifero

(Manto Acuifero)

Film del: 2013     Genere: Drammatico
Durata: 79 minuti   



Trama:

Caro ha otto anni. I suoi genitori divorziano e lei va vivere con la madre e il patrigno. Nonostante la madre le abbia fatto capire a chiare lettere che non vuole più avere a che fare con il padre, Caro si sente abbandonata e non desidera nient’altro che il genitore ritorni.



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Recensione del film: Manto acuifero

Carolina soffre per il divorzio dei genitori. La madre ha un nuovo compagno che la porta a vivere nel sud del Messico, in una nuova casa, dotata di un giardino un po’ selvaggio ma bellissimo.
Non è dato di sapere perché i genitori di Carolina hanno divorziato. Fatto sta che la bambina non vive per niente bene il grande cambiamento che le si è riversato addosso.
Passa gran parte della giornata nel giardino, a giocare con insetti, ramoscelli e galline. Non parla quasi mai e quei pochi dialoghi che ha con la mamma non sono assolutamente utili a mettere in risalto la grande difficoltà che sta vivendo.
I dialoghi fra madre e figlia si risolvono quasi sempre nella richiesta da parte della bambina di un bicchiere d’acqua e nella lettura serale della favola, da parte della madre.

Ciò che colpisce di più è l’assenza di carezze e coccole. Mancano le risate, la gioia, i giochi, la condivisione. Mancano tutti gli ingredienti che sono alla base di una famiglia, manca la dimensione familiare, non per l’assenza del papà, ma perché il nuovo compagno della mamma di Carolina non sa rapportarsi né con la bimba né con la compagna.
La madre, d’altro canto, pur prestando qualche attenzione alla bambina, concentra tutte le sue energie sull’uomo che ha accanto.

Carolina è una bambina triste, indipendente, che non capisce perché non può più vedere il suo papà. Non capisce perché non può avere neppure le foto che la ritraggono felice e sorridente fra le braccia di quel genitore ormai lontano e irraggiungibile.
La nuova casa e la nuova vita non le appartengono. Si costruisce così un mondo alternativo, fatto solo di cose capaci di darle gioia, in fondo al pozzo che domina il giardino e che dà il titolo al film.
Le simbologie utilizzate per la narrazione forse avrebbero dovuto rimandare un metatesto complesso, capace di fornire letture più profonde del processo che la bambina sta vivendo. Così non è stato.

Manto acuifero è un film sulla solitudine, sull’incomunicabilità, sull’alienazione. E’ un film che però si limita a indicare le sue finalità, non a declinarle. E’ un film piatto, di cui non si sentiva alcuna necessità, sia perché il tema del divorzio è stato trattato mille volte, da molteplici e più interessanti punti di vista, sia perché si conclude in un modo che risulta davvero irritante.

(Teresa Lavanga)



Curiosità:

È il secondo film della Trilogia della Solitudine cominciata nel 2010 con Año bisiesto.



Cast

    Zaili Sofía Macías Galván

... Carolina

    Tania Arredondo

... mamma

    Arnoldo Picazzo

... compagno della mamma

Dati Tecnici

Nazione

 

Messico

Regia

 

Michael Rowe

Sceneggiatura

 

Michael Rowe

Fotografia:

 

Diego Garcia

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