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Quartet

Quartet

(Quartet)

Film del: 2012     Genere: Commedia / Drammatico
Durata: 95 minuti   Uscito al cinema il: 24/01/2013   


Il film è cucito addosso a grandi istrioni ed è un tripudio di intelligente umorismo


Trama:

Tre cantanti d'opera a riposo si dedicano ormai alla beneficenza, ma l'idillio si interrompe con l'arrivo di un quarto incomodo che si crede ancora una diva.



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Voto medio: 6,67

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Recensione del film: Quartet

Sul brindisi a tempo di valzer di “Libiamo ne’ lieti calici” composto da Giuseppe Verdi per la Traviata si apre Quartet, esordio alla regia tanto atteso di Dustin Hoffman. In Italia, chi ha partecipato all’ultima edizione del festival di Torino ha potuto già apprezzare questa commedia piena di spirito concepita per deliziare tanto la vista quanto l’udito, io ho dovuto aspettare l’anteprima tedesca per godere della musica e degli amori perduti e ritrovati che vivacizzano Beecham House, la casa di riposo per musicisti e cantanti in pensione dove le giornate trascorrono sempre nel segno del pettegolezzo e mai nella noia. Posso garantire agli amanti di Verdi grande coinvolgimento e diletto, il mio vicino di poltrona è stato al riguardo un termometro inconfutabile, non ha smesso per un istante di dedicarsi ad accompagnamenti canori non richiesti.

Nella casa di riposo circondata dal verde delle campagne londinesi, le ex stelle del firmamento lirico si preparano per il saggio annuale che celebra l’anniversario della nascita di Giuseppe Verdi. Cecily (Pauline Collins), Reggie (Tom Courtney) e Wilfred (Billy Connolly) sono amici di vecchia data nonché membri dello storico quartetto di cui faceva parte anche la diva Jean (Maggie Smith), ex moglie di Reggie dall’ego troppo prorompente per rimanere legata al quartetto. Per loro la vita a Beecham House è fatta di chiacchiericci, flirt da evergreen, momenti di pura allegria e sguardi nostalgici sulla gloria che fu. Quando vengono a conoscenza dell’arrivo di una nuova star, i tre sono in preda alla curiosità più sfrenata, presto trasformatasi in paralizzante sgomento quando alla vista dello squinternato trio si presenta proprio lei, Jean, colei che li aveva abbandonati per la carriera da solista spezzando il cuore a Reggie. Il trio spera così di calcare di nuovo il palcoscenico sulle note del Rigoletto trascinando anche Jean, che nel frattempo si è ritirata dalla scena per paura di non essere più all’altezza. A Reggie spetta il compito più arduo, convincerla a esibirsi di nuovo con loro, affrontare una volta per tutte il dolore causato dalla fine del loro matrimonio e fare i conti con un amore mai dimenticato. Sarà vero che il tempo lenisce ogni tormento e che la grande passione per la musica nel segno della quale i quattro hanno vissuto la loro esistenza è più forte di ogni contrasto, delusione e orgoglio?

E’ da tanto che Dustin Hoffman (Premio Oscar per Kramer contro Kramer e Rain Man) voleva cimentarsi nella regia, già sperimentata a teatro. L’occasione è arrivata a quasi 75 anni con la proposta della produttrice Finola Dwyer che lo ha coinvolto in questo progetto legato all’omonima pièce teatrale scritta nel 1999 da Ronald Harwood a sua volta ispirato al documentario Il bacio di Tosca di Daniel Schmid sulla casa di riposo fondata a Milano per volontà testamentaria di Verdi, dove vecchi cantanti lirici ricordano i trionfi del passato.

Quartet è cucito addosso a grandi istrioni, è un tripudio di intelligente umorismo, di amore per l’arte e per la vita e di malinconici accomiati agiti da coloro che, con tanta autoironia, da dietro le quinte rivangano i fasti gloriosi di gioventù. Così Hoffman, struggente e ammaliante davanti alla macchina da presa, la impugna per lasciarsi guidare dalla passione di un racconto ‘della terza età’, senza osare stilisticamente e puntando, invece, a creare un ambiente perfetto affinché i quattro colossi della recitazione si esprimessero in tutto il loro splendore interpretativo. Maggie Smith è la regina indiscussa della scena, imponente primadonna, Pauline Collins è dolce e annebbiata dall’età, Billy Connolly è un vivace rubacuori che non si lascia mai scappare l’occasione di corteggiare una giovane donna e Tom Courtenay è il più schivo e taciturno di tutti, colui che cerca da una vita di ricucire gli strappi amorosi. La grande sensibilità ed esperienza attoriale di Hoffman ha reso possibile che i carismatici quattro esprimessero, secondo la massima libertà in scena e con grande verve, umori e battiti sul viale del tramonto, quando il tempo ha avuto ormai la meglio sul vigore delle membra e lo spirito si acquieta nell’accettazione dei segni da esso tracciati.

Da bravo direttore d’orchestra – e con il sogno della musica nel cassetto – Hoffman dimostra che allo scorrere del tempo lui oppone la sua inesauribile voglia di mettersi in gioco sotto nuove vesti, divertendo, emozionando, appassionando con un ‘inno alla vita’ rassicurante.

Gentilmente dal blog "Berlino Cacio e Pepe" di Andrea d'Addio

(Francesco Vantaggiato)



Cast

Michael Gambon   Michael Gambon
(72 anni circa in questo film)

... Cedric

Maggie Smith   Maggie Smith
(78 anni circa in questo film)

... Jean

Billy Connolly   Billy Connolly
(70 anni circa in questo film)

... Wilf

    Sheridan Smith
(31 anni circa in questo film)

... Dr. Lucy Cogan

Tom Courtenay   Tom Courtenay
(75 anni circa in questo film)

... Reginald

Dati Tecnici

Nazione

 

Regno Unito

Regia

 

Dustin Hoffman

Sceneggiatura

 

Ronald Harwood

Fotografia:

 

John de Borman

Colonna Sonora

 

Dario Marianelli

Produzione:

 

Headline Pictures / BBC Films / Finola Dwyer Productions / DCM Productions

Distribuzione:

 

Bim

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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