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La Scoperta dell'Alba

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FESTIVAL

Festival Internazionale del Film di Roma 2012
Prospettiva Italia

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La Scoperta dell'Alba

(La scoperta dell'alba)

Film del: 2012     Genere: Drammatico
Durata: 92 minuti   Uscito al cinema il: 10/01/2013   


Nonostante la buona interpretazione di tutti gli attori e il buon incipit, la sceneggiatura perde troppo presto la verve


Trama:

Roma, 1981: il professor Mario Tessandori viene ucciso con sette colpi di rivoltella da due brigatisti, nel cortile dell’università e sotto gli occhi di tutti. Muore tra le braccia di Lucio Astengo, suo amico e collega. Poche settimane dopo, Lucio Astengo scompare nel nulla.
Siamo nel 2011. caterina e Barbara Astengo, che avevano sei e dodici anni quando è scomparso il padre, mettono in vendita la casetta al mare della famiglia, ormai abbandonata da tempo. La casa è piena di ricordi di un’infanzia interrotta dalla sparizione del papà, di una famiglia spezzata e mai più ricomposta. In un angolo c’è un vecchio telefono ancora attaccato alla presa. E’ uno di quelli con la rotella, che fa nostalgia solo a guardarlo: caterina solleva la cornetta e scopre che dà segnale di libero. Il fenomeno è inspiegabile, la linea è staccata, prova a fare dei numeri ma il telefono rimane muto. Poi, quasi per gioco, le viene in mente di provare a fare il numero della vecchia casa di città di trent’anni prima. Questa volta, dall’altra parte sente squillare: le risponde la voce di una bambina. E’ lei, a dodici anni, una settimana prima della scomparsa del papà. Il destino le ha dato una seconda occasione: se non per salvare il padre, almeno per scoprire la verità.



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Recensione del film: La Scoperta dell'Alba

Molti i film presentati alla settima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma. Tra essi spicca il secondo lungometraggio di Susanna Nicchiarelli, regista di Cosmonauta.
Tratto dall’omonimo romanzo di Walter Veltroni, ideatore del Festival in questione, La scoperta dell’alba è un film dal sapore nostalgico che rievoca gli anni ’80 e gli attentati delle BR: ma soprattutto è la storia di due sorelle che in giovane età persero il padre rapito, apparentemente, dalle Brigate Rosse e che, a trent’anni di distanza, lottano ancora con i fantasmi del passato.

Al dramma della vicenda narrata si accosta un pizzico di magia: ciò che infatti ha maggiormente colpito la regista romana del romanzo di Veltroni, è stato il tema del viaggio nel tempo. A chi non piacerebbe tornare indietro di mesi o anni per rimediare a un errore, evitare guerre, riabbracciare un antenato o, come in questo caso, salvare una vita?

Da questo presupposto prende spunto la storia di Caterina e Barbara: una assistente alla facoltà di Giurisprudenze, l’altra manager di un gruppo rock dal buffo nome di Gatto Ciliegia. Due vite agli antipodi ma un dolore comune: quello di non aver avuto un’infanzia normale. La scorta, il pericolo costante, l’omicidio a sangue freddo di un collega e amico del padre e poi la scomparsa del professor Lucio Astengo. Tutti ricordi che bruciano nella memoria di entrambe le sorelle.

Nessuno ha mai scoperto cosa sia realmente accaduto e quando Caterina si reca alla villa al mare – messa in vendita dopo la morte della madre – e scopre che il vecchio telefono è ancora in funzione, chiama per gioco il vecchio numero di casa. A risponderle è lei stessa da piccola, pochi giorni prima della scomparsa del padre. Si innesca così nella donna un processo psicologico che la porta a voler svelare la verità, aiutata dalla sua versione dodicenne.

La disperazione sembra prendere il sopravvento sulla protagonista e sulla sua vita, sui suoi rapporti con il fidanzato e sulla sua percezione della realtà. Ma capire quel che è successo, dare un senso alla sua perdita, ha la priorità: è l’unico modo per ritrovare la pace interiore, per alleviare il senso di colpa, di vuoto, di perdita.
Nonostante la buona interpretazione di tutti gli attori – Margherita Buy, Sergio Rubini, Susanna Nicchiarelli, Gabriele Spinelli e Lino Guanciale – e nonostante il buon incipit, che infonde alla narrazione un’aura di mistero e angoscia, la sceneggiatura perde troppo presto la verve iniziale per esplorare eventi poco inerenti alla storia, che distolgono l’attenzione dal tema centrale.
La bella fotografia sottolinea lo stato d’animo dei personaggi mediante il ricorso a suggestivi chiaroscuri e alla fine, la sospirata alba di un nuovo giorno investe Caterina. Con una nuova consapevolezza, chiude le porte della sua vecchia casa sul passato che, forse, finalmente, è riuscita a spiegare.
La colonna sonora è effettivamente dei Gatto Ciliegia contro il grande freddo: band post rock fondata a Torino negli anni ’90.

(Daria Castelfranchi)



Cast

Margherita Buy   Margherita Buy
(50 anni circa in questo film)

... Caterina

    Susanna Nicchiarelli

... Barbara

Sergio Rubini   Sergio Rubini
(53 anni circa in questo film)

... Lorenzo

Lina Sastri   Lina Sastri
(59 anni circa in questo film)

... Marianna Dall'Acqua

Renato Carpentieri   Renato Carpentieri

... Giovanni Tonini

Lino Guanciale   Lino Guanciale

... Marco Tessandori

Dati Tecnici

Nazione

 

Italia

Regia

 

Susanna Nicchiarelli

Sceneggiatura

 

Susanna Nicchiarelli / Walter Veltroni / Michele Pellegrini

Fotografia:

 

Gherardo Gossi

Produzione:

 

Fandango / RAI Cinema

Distribuzione:

 

Fandango

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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