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Tabu

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FESTIVAL

Festival di Berlino 2012
Film in concorso

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Tabu

(Tabu)

Film del: 2012     Genere: Drammatico
Durata: 119 minuti   


Forse non è il miglior esempio di cinema portoghese... non resta che augurarselo, per lo meno


Trama:

Un'anziana donna portoghese, Aurora, vive accanto a Pilar, che l'aiuta in casa e cerca di aiutarla. Aurora non dimostra nessuna gratitudine nei suoi confronti e anzi spende i suoi pochi soldi al casinò. Alla morte di Aurora, Pilar si mette sulle tracce di un amante perduto della donna.



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Recensione del film: Tabu

Per ogni Festival del cinema, c'è una legge non scritta per cui l'aggettivo "punitivo" può essere usato per un solo film a edizione. Per il 62 Festival del cinema di Berlino mi sento di riservare questo titolo al portoghese Tabu.

Girato in bianco e nero, il film si apre con la storia di un esploratore in Africa, colto da forte melanconia per una donna perduta anni prima. Dopo aver ripetuto la parola "melanconia" alcune volte, l'uomo decide di gettarsi nelle fauci del coccodrillo. Naturalmente non finisce qui, perché il doloroso disagio esistenziale passa al coccodrillo che l'ha mangiato. Sembra una barzelletta di cattivo gusto e invece è solo l'incipit di un film che peggiora molto prima di migliorare. 

Tutti gli eventi sembrano essere la scusa per qualcos'altro, il problema è che questo "qualcosa d'altro" a sua volta è completamente privo di una ragione autonoma, e apre la porta al altre digressioni prive di senso. Dopo aver presentato un personaggio che vuole aiutare un'anziana donna per bontà d'animo, veniamo introdotti tramite un terzo personaggio alla storia di questa donna in Africa, ricca possidente terriera dal passato oscuro. Di cui vediamo passare cantanti e avventurieri italiani, coccodrilli (per ricollegarsi sagacemente all'incipit) e a cuochi profeti perpetuatori di strane usanze tribali. Così veniamo a sapere che la protagonista era stata consulente di un film di caccia ambientato all'ombra del Kilimanjaro. La pellicola della RKO però fu un flop e il produttore si suicidò poco dopo. Anche questa continua a non essere una barzelletta di dubbio gusto, ma la normalità del film.

Il problema è che non c'è mai la virata verso il demenziale esplicito, ma c'è sempre un alone di serietà che provoca piano piano un'irritazione che cresce fino a diventare intollerabile. Arrivare alla fine di questo film è un'impresa non da poco, fra digressioni grottesche, scene senza dialoghi da film muto e una linea che vorrebbe essere filosofica ma alla fine è solo un pasticcio senza forma. Nella sua rara bruttezza è un film di tutto rispetto.

(Mauro Corso)



Cast

    Ana Moreira
(32 anni circa in questo film)

    Laura Soveral

Dati Tecnici

Regia

 

Miguel Gomes

Distribuzione:

 

non distribuito

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