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A Moi Seule

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FESTIVAL

Festival di Berlino 2012
Film in concorso

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A Moi Seule

(A moi seule)

Film del: 2012     Genere: Drammatico
Durata: 91 minuti   


Uno strano rapporto tra vittima e carnefice si protrae per molti anni. Alla luce di una conclusione apparentemente lieta si accumulano ricordi, paura per il futuro e la confusione di un trauma non del tutto risolvibile


Trama:

Una donna è seduta alla fermata dell'autobus. Vede la foto di una bambina scomparsa anni prima.
Lei è quella bambina, e ora cerca di fare i conti con l'esperienza di rapimento e segregazione in cui è vissuta sino a quel momento.



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Recensione del film: A Moi Seule

Negli ultimi anni sono emerse alcune storie di donne tenute in stato di segregazione per anni, costrette a un effettivo stato di schiavitù da parte di aguzzini della porta accanto che avevano quel modo malato di mostrare il proprio bisogno di amore nei confronti di qualcun altro. Tale è stata la carica emotiva di tali episodi che il regista Frederic Videau ha sentito il bisogno di spiegare con un cartellone iniziale che i fatti di questo film non sono ricollegabili a nessuna vicenda e a nessuna persona realmente esistita. La pellicola inizia con il momento della liberazione. Per una ragione misteriosa quanto la motivazione dietro il rapimento, il carceriere apre la porta alla prigioniera e la lascia andare, senza una parola, senza una spiegazione. Gaelle, questo il nome della ragazza, si ritrova a ricominciare da capo, a dovere ricostruire un rapporto con genitori che non ha potuto vedere in anni cruciali del suo sviluppo fisico e psichico. Mentre assistiamo a questo tentativo difficile e molto doloroso, vediamo sfilare i tanti flashback che ricostruiscono l'esperienza di Gaelle.

Il punto più interessante di questo dramma umano è il modo in cui sono stati costruiti i personaggi e il tipo di relazione che costruiscono. L'aguzzino di Gaelle, pur nella violenza del rapimento e della segregazione, cerca di mantenere una sua umanità, per quanto sia paradossale questo connubio. Gaelle da parte sua colleziona una serie di traumi molto difficili da razionalizzare e da portare alla luce, è come una lunga sequela di cicatrici che alla fine sembrano un unico enorme graffio. In questo caso bisogna dire che i due attori protagonisti hanno davvero fatto una prova notevole nel portare alla luce l'intimità dei loro personaggi estremi, lavorando soprattutto per sottrazione, per leggere tensioni e con il gioco di sguardi. In tutto questo il regista ha voluto evitare facili sensazionalismi. C'è la stampa che vorrebbe inseguire Gaelle, ma è come una presenza incombente e invisibile. Solo brevemente si vede qualche fotografo appostato da dietro una finestra, ma anche in questo caso sono tutti voltati. Come chi vuole guardare ma senza vedere.

(Mauro Corso)



Cast

    Agathe Bonitzer

... Gaelle

    Helene Fillieres
(40 anni circa in questo film)

... Anne

    Reda Kateb

... Vincent

Dati Tecnici

Regia

 

Frédéric Videau

Produzione:

 

Les Film Hatari

Distribuzione:

 

non distribuito

film film



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