La migliore risorsa italiana sul mondo del cinema
ricerca film:

The Woman in Black

The Woman in Black

(The Woman in Black)

Film del: 2012     Genere: Costume / Horror
Durata: 95 minuti   Uscito al cinema il: 02/03/2012   


Sin dall'inizio la pellicola, forte del sostegno musicale di Beltrami e grazie all'immediato impatto visivo di nebbiosi fotogrammi al limite della trasparenza, ci immerge in un clima d'offuscamento emotivo che ritroveremo nell'intera narrazione


Trama:

Un giovane avvocato dovrà scontrarsi con il soprannaturale quando, giungendo in un remoto villaggio, scoprirà l'esistenza di un fantasma in cerca di vendetta.



Vota il film!

Voto medio: 4,50

Voto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto accesoVoto acceso


Recensione del film: The Woman in Black

Dopo l'adattamento teatrale, radiofonico e televisivo, il romanzo della Hill non poteva che trasformarsi in un film per il grande schermo. La storia in se contiene tutto, soprattutto spessore emotivo tra perdita e vendetta, perfino paura di vivere; caratteristiche che senza dubbio segnano questa trasposizione. L'autrice può ritenersi sicuramente soddisfatta dell'adattamento della sua opera ed il merito va a Jane Goldman che con la sua sceneggiatura riesce ad entrare in perfetta sintonia con lo spirito del libro.

Sin dall'inizio la pellicola, forte del sostegno musicale di Beltrami e grazie all'immediato impatto visivo di nebbiosi fotogrammi al limite della trasparenza, ci immerge in un clima d'offuscamento emotivo che ritroveremo nell'intera narrazione.
Le statiche vedute del grigio villaggio di Crythin Gifford (nella realtà Halton Gill, NdA), in cui ogni abitante sembra nascondere un altrettanto buio passato, si integrano perfettamente con le mobili riprese che collegano la prima ambientazione con quella della solitaria Eal Marsh House. Le immagini si mostrano piene, senza lasciare niente al caso (ricordano un po' le rappresentazioni gotiche firmate V. Francés) e la scelta di colori lividi, simbolo di morte e decadimento, aleggia nelle scene catturando la nostra attenzione. Purtroppo non è abbastanza perché più si va avanti e più il film sembra non partire mai, fino al momento in cui finisce.

Lo spettatore si trova insomma a vivere novantacinque minuti di mistero, seguendo lo scioglimento della vicenda, attraverso gli occhi di Arthur Kipps; ma l'emozione chiave è quella della solitudine. E' proprio il senso di abbandono - quest'isolamento emotivo - che nella morte come già in vita, la 'donna in nero', si trova ad attraversare, ciò in cui s'immerge ora il nostro protagonista: la casa come emblema emotivo, il giardino come luogo in cui cercare e ritrovare la pace. Forse.
Il giovane padre è anch'esso condizionato dalla paura di vivere; lo capiamo immediatamente: si presenta tormentato dai suoi trascorsi personali. L'attore sembrerebbe nel pezzo e a rigor di logica dovrebbe essere funzionale al contesto narrativo, non fosse che l'interpretazione di Redcliffe ci lascia un po' interdetti. La sua unica espressione resta costante per tutto il film, tanto da rendere difficile riconoscere le scene di maggiore forza emotiva per il suo personaggio; anzi, proprio nel momento in cui la tensione dovrebbe avere la meglio sulla razionalità, quando è la paura a spingerlo a scoprire cosa si stia nascondendo in quella stanza, a crescere, in noi, è la perplessità e non il terrore. Finisce con il creare una rottura tra storia, già prevedibile, ed immedesimazione. Peccato, perché ci avevamo quasi creduto.

La scelta, rischiosa, di colui con il quale lo spettatore dovrebbe identificarsi, è da apprezzare, quanto meno per il coraggio, però non convince. Se uno degli intenti del film è quello di avvicinare il pubblico al genere, perché non evitare di accostare, ad un determinato volto, elementi che, necessariamente, portano ad incanalare i pensieri in una rete di associazioni culminante con l'esulare da ciò che si sta guardando? La scelta di mostrarci Redcliffe prima sul treno e poi in presenza del merlo indiano, non possono che rievocare nell'immaginario dello spettatore, il personaggio che lo ha reso famoso e quindi rendere più ardua la sua impresa di credibilità. E allora viene il dubbio che in realtà l'approccio al pubblico continui ad essere elitario, escludendo la fascia più giovane che troppo ha da spartire con la precedente acclamazione dell'attore sul grande schermo.

(Alessia Sabattini)



Cast

Daniel Radcliffe   Daniel Radcliffe
(23 anni circa in questo film)

... Arthur Kipps

Ciarán Hinds   Ciarán Hinds
(59 anni circa in questo film)

... Mr. Daily

Roger Allam   Roger Allam
(59 anni circa in questo film)

... Mr. Bentley

    Janet McTeer
(51 anni circa in questo film)

... Mrs. Daily

    Shaun Dooley

... Fisher

    Sophie Stuckey

... Stella Kipps

Dati Tecnici

Nazione

 

Regno Unito / Canada

Regia

 

James Watkins

Sceneggiatura

 

Jane Goldman / Susan Hill

Fotografia:

 

Tim Maurice-Jones

Produzione:

 

Alliance Films / Cross Creek Pictures / Filmgate / Hammer Film Prod. / Film i Väst

Distribuzione:

 

Videa CDE

...............................................
GALLERIA FOTOGRAFICA
...............................................





..............................

scrivi la tua opinione

..............................