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Une Vie Meilleure

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Festival Internazionale del Film di Roma 2011
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29/10/2011
Cedric Kahn e la sua "Vita migliore"

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Une Vie Meilleure

(Une vie meilleure)

Film del: 2011     Genere: Drammatico
Durata: 118 minuti   



Trama:

Yann, cuoco trentacinquenne, e Nadia, una cameriera ventottenne, madre di un bambino, decidono di mettere tutte le loro energie nell’acquisto di un ristorante. Decisi e appassionati nel progetto, ma privi di risorse economiche, cercano di realizzare il loro sogno all’interno di una giungla di finanziamenti e prestiti bancari che rapidamente li sommergono. Per tirarsi fuori dai guai, Nadia deve accettare un lavoro in Canada e lasciare il figlio, mentre Yann è costretto a rimanere per salvare il ristorante. Insieme, l’uomo e il bambino affrontano creditori implacabili, un sistema indifferente e una dura quotidianità. Yann comprende che la sola possibilità di salvezza è riunirsi con la donna che ama -e riunire madre e figlio- raggiungendo Nadia in Canada per garantirsi una vita migliore.



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Recensione del film: Une Vie Meilleure

L'accanimento che a volte la vita ci mette nel voler a tutti i costi affossare una persona è incredibile. Combattere fino allo stremo per i propri sogni, non sempre è il modo giusto di agire per ottenere davvero ciò che si vuole.

Cambiare rotta ed essere capaci di rivedere le proprie priorità non è facile, soprattutto quando si è convinti che qualcosa sia fondamentale e non si capisce, invece, che le basi della propria esistenza vanno ricercate altrove.

Yann e Nadia, due vite allo sbando, si uniscono per cercare di costruire qualcosa di bello e solido, qualcosa che possa essere di più della somma delle loro misere vite. Nel fare questo, si scontrano però con la burocrazia e le banche, i due peggior nemici dei sognatori. Ecco che quindi si ritrovano con un sogno infranto e con i debiti fino al collo.
Nadia, più pratica, decide di sacrificarsi e partire, lasciando a Yann suo figlio e i suoi debiti. Lui, testardo, continua a scontrarsi con il sistema, continua a rovinarsi con le sue stesse mani, ma continua ad essere fiero fino al giorno in cui, grazie all'amore del figlio di Nadia, non si rende conto che i sogni sono fatti di materia impalpabile, che la vita non può dipendere da un ristorante, da un pacco di soldi rubato a un poco di buono, da una stanza buia e umida.

La vita è altro, è poter sorridere di fronte al mare, burlarsi di un amico che russa, correre sulla neve. I sogni si plasmano, non restano immutati, si adeguano alle nostre priorità e quello che ieri sembrava irraggiungibile, oggi risulta banale.

Cédric Khan riesce, con il valido supporto del bravissimo Guillame Canet, a rendere benissimo la disperazione e il disincanto della nostra società, la lotta quotidiana di chi, seppur onesto, non riesce a giungere alla fine del mese.
Film duro, forte, a tratti tragicamente reale, che si perde solo in qualche lungaggine e in qualche forzatura della trama, di cui sinceramente non se ne sentiva affatto il bisogno.

(Teresa Lavanga)



Cast

Guillaume Canet   Guillaume Canet
(38 anni circa in questo film)

... Yann

    Leïla Bekhti

... Nadia

    Slimane Khettabi

Dati Tecnici

Nazione

 

Francia

Regia

 

Cédric Kahn

Sceneggiatura

 

Cédric Kahn / Catherine Paillé

Fotografia:

 

Pascal Marti

Colonna Sonora

 

Akido

Produzione:

 

Maia Cinema / Les Films du Lendemain / Cinémaginaire Inc.

Distribuzione:

 

non distribuito





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