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Locos

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FESTIVAL

Festival Internazionale del Film di Roma 2011
L'Altro Cinema - Extra

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Locos

(Locos)

Film del: 2011     Genere: Drammatico
Durata: 72 minuti   



Trama:

Entrato in un ospedale psichiatrico da imbianchino, finisce rapito dall’amour fou per una paziente psicotica. È quello che accade al protagonista solitario, abitudinario, raggomitolato su se stesso, il cui sguardo improvvisamente si apre di fronte al sogno di un desiderio irrinunciabile. Lei sembra un pianeta lontanissimo, una forma di vita incomprensibile e irraggiungibile. Eppure tra i due mondi accade qualcosa di vertiginoso in cui ognuno dei due proietta nell’altro fantasmi personali e inquietanti. Dopo averla rapita, la convivenza si trasforma in caos e segregazione, follia e rassegnazione. Girato con impercettibile disciplina, asciutto e ruvido, attento ai silenzi e ai moti più infimi di corpi e anima dei protagonisti, il film - prima ancora che un apologo sulla prossimità tra il “folle” e il “normale” - è una storia d’amore incatalogabile e unica. Che sarebbe piaciuta a Ferreri e Buñuel.



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Recensione del film: Locos

Nella quotidianità di un ospedale psichiatrico, dove ogni attimo è scandito da riti meccanici sempre uguali a sé stessi, non sembra cambiare mai niente, se non per lo scoppio di qualche crisi più accentuata. E invece tutto può cambiare, anche solo per lo strano equivoco di qualche respiro che non si credeva possibile, qualcosa che cresce dentro e che sembra amore, e forse lo è veramente.

Locos è un film sui matti (d'altra parte lo dice il titolo stesso), dove la parola “matto” non assume, per forza, un'accezione negativa. Anzi, questa pazzia frenetica, allegra, drammatica può essere una scintilla di vita anche per qualcuno che ha sempre vissuto una vita “normale”. E' un film su una diversità possibile, questo del colombiano Harold Trompetero, dove c'è anche spazio per una condanna del istituto manicomiale (l'infamità dell'elletroshock) o della religione come corruttrice di menti (Carolina, il personaggio principale, crede di parlare con Dio tramite un telefonino).

Ma Locos è principalmente una storia d'amore in cui essere fuori o essere dentro a delle sofferte mura, che siano case o istituti, può essere ugualmente intollerabile o vitalmente sicuro. E dove l'essere fuori o dentro è anche strettamente legato a luoghi della mente che, per strane congiunzioni, sembrano altrettanto credibili dei nostri.

Il solitario imbianchino coi baffi, che sembra uscito da uno di quei film cecoslovacchi degli anni settanta dove si parlava ogni quarto d'ora, e la sua strana suora (è una criminale o non lo è?) vivono la loro storia in maniera stranita e straniante ma non per questo meno vera. Sarebbe piaciuto veramente a Marco Ferreri questo “piccolo” film dove il grottesco si fonde con una poesia anche cruda ma mai stucchevole. E sarebbe piaciuto anche per quel personaggio coi baffi che sembra vittima di una pantomima per almeno metà del film e che, nell'impossibilità di resistere in panni ordinari, diventerà un qualcos'altro. Un qualcos'altro in cui l'Amore dirà la sua, come sempre.

(Renato Massaccesi)



Cast

    Cesar Badillo

    Marcela Carvajal

Dati Tecnici

Nazione

 

Colombia

Regia

 

Harold Trompetero

Distribuzione:

 

non distribuito

film film



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