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Case Chiuse

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FESTIVAL

Festival Internazionale del Film di Roma 2011
L'Altro Cinema - Extra

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Case Chiuse

(Case Chiuse)

Film del: 2011     Genere: Documentario
Durata: 52 minuti   



Trama:

Nel 1958 la legge Merlin chiuderà per sempre le case di tolleranza. Il film ricostruisce con brio e ricchezza di testimonianze - da studiosi dell’antichità a esperti di arte figurativa, da registi come Tinto Brass e Lina Wertmüller ad attori come Lando Buzzanca, da Luciana Castellina a Eva Cantarella - costume, letteratura e memoria di queste stazioni di estasi e sfruttamento, di seduzione e disperazione: la promiscuità delle sale d’attesa (rievocata in alcune celebri scene di Roma di Fellini), le delusioni d’amore che spesso spingevano le donne a quel lavoro, l’apprendistato erotico dell’adolescenza. È un fenomeno che oggi conosce un imprevedibile revival. A Berlino esistono centri di lusso - dove per la prima volta riesce ad entrare la videocamera - che sembrano spa di alta classe. Vi si offrono prestazioni erotiche professionali. Hanno un traffico quotidiano da aeroporto internazionale e le prostitute vi si dedicano con la stessa cortese efficienza di una hostess o di una segretaria.



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Recensione del film: Case Chiuse


Il titolo di questo breve documentario, della durata di cinquanta minuti, lascia intendere chiaramente il tema che viene affrontato: le “case chiuse” come simbolo che travalica le epoche e la donna come protagonista assoluta della lotta per l'autodeterminazione.

In un paese come l'Italia, dove il dibattito intorno alle lavoratrici del sesso è spesso avvolto in un abito di ipocrisia e moralità, è possibile documentare con onestà l'esperienza e il senso di questo mestiere da sempre esistito? Filippo Soldi, con questo breve documentario, è sulla strada giusta.
Il momento storico e politico in cui si inserisce Case chiuse è quantomai non casuale. Si è da qualche tempo riaperta la discussione in Italia sul possibile ritorno dei bordelli, quegli stessi che il 20 febbraio del 1958 la Senatrice Lina Merlin fece chiudere con il provvedimento numero 75, e la cui chiusura viene ricordata da Soldi attraverso la lettura delle toccanti lettere di sollecitazione che le prostitute inviarono in quegli anni alla Senatrice. Tra i tanti, il contributo della regista Lina Wertmuller, intervistata in quanto esperta e appassionata ai particolari di questo mestiere, ricorda come il business della prostituzione, ai tempi delle cosiddette case di tolleranza, contribuisse ad accrescere le casse dello Stato. E' quindi un documentario che, lasciandosi attraversare dalla Storia, da contributi tra i più diversi e privo di una visione ideologica, aiuta a collocarsi anche nella scena politica contemporanea, laddove la Lega Nord sta cercando di portare avanti il progetto di riapertura delle “case chiuse”.
Il documentario descrive le trasformazioni di questi luoghi del piacere attraverso i secoli, mostrando immagini di repertorio e filmati d'epoca, visitando strutture ancora attive e raccogliendo considerazioni diversificate. Il filo che lega le notti trascorse dalla moglie dell'imperatore Claudio, solita abbandonare il talamo per dedicarsi ai clienti sotto falso nome, ai racconti della giovane donna berlinese del club Artemis, aggiunge valore storico e dignità ai corpi, alle biografie e alle scelte femminili, che siano esse consapevoli o casuali. Sono diversi i punti di vista, personali e collettivi, che compongono il ragionamento sull'universo della prostituzione: da una parte l'antico binomio sessualità potere, dall'altra le costrizioni morali imposte dal cattolicesimo.
Questo documentario dunque, si inserisce perfettamente nel racconto antico e nel dibattito contemporaneo, presentandosi, seppur nella sua parzialità, nell'urgenza del qui e ora.

(Malvina Giordana)



Cast

Dati Tecnici

Nazione

 

Italia

Regia

 

Filippo Soldi

Produzione:

 

Combo Produzioni / RAI Cinema / Cinecittà Luce

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