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Babycall

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FESTIVAL

Festival Internazionale del Film di Roma 2011
Selezione ufficiale

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Babycall

(Babycall)

Film del: 2011     Genere: Thriller
Durata: 96 minuti   Uscito al cinema il: 31/08/2012   


Cosa c’è di peggio di un film comico che non fa ridere e di un film drammatico che non fa piangere? Un horror che non fa paura e un thriller che non intriga.


Trama:

Anna e suo figlio Anders, di 8 anni, per sfuggire al padre violento del bambino si trasferiscono in un luogo segreto, all’interno di un enorme condominio. Anna teme che il suo ex marito possa trovarli e compra un babycall (al radiolina per sentire i bambini la notte), affinché Anders sia al sicuro mentre dorme e lei possa ascoltarne suoni e rumori dall’altra stanza. Dall’apparecchio, però, echeggiano strani gemiti che sembrano provenire da altre parti dell’edificio: Anna ascolta quello che crede sia l’omicidio di un bambino. Nel frattempo, Anders incontra una misteriosa
presenza infantile che appare e scompare. Sa qualcosa dei suoni provenienti dal babycall?



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Recensione del film: Babycall

Cosa c’è di peggio di un film comico che non fa ridere e di un film drammatico che non fa piangere? Un horror che non fa paura e un thriller che non intriga.

Babycall - atteso thriller/horror con Noomi Rapace che svestiti i panni della ormai famosa Lisbeth Salander veste quelli della mamma paranoica, sola e apprensiva - non convince per l’eccessiva lentezza e per la trama, che alla fin fine risulta “tirata per i capelli”.
Dopo un buon inizio e una prima parte, in cui il film scorre supportato da una sceneggiatura dignitosa, nel finale la pellicola pare letteralmente arrestarsi quando il regista decide di chiudere il tutto in maniera approssimativa e fastidiosa.
La brava interprete non riesce a sopperire alle lacune narrative e il risultato finale più che un caldo maglione da indossare in una fredda sera invernale sembra essere una rete a maglie larghe, che non solo è inutile per catturare nuovi pesci, ma dalla quale fuoriescono anche quelli che erano già stati presi.

Così, pur partendo da fuori serie in pole position con chiari rimandi a The Others e al Sesto Senso, Babycall finisce con un misero ultimo posto trasformandosi definitivamente in un macinino senza speranza. Lo stesso oggetto che dà il titolo al film si ritrova ad essere un accessorio secondario, poco sfruttato, assolutamente incapace di catturare l’attenzione del pubblico. Molti indizi disseminati lungo tutto il percorso narrativo vengono, nel finale, cancellati con un brusco colpo di spugna con il risultato di infastidire chi, fin dalla prima sequenza si era mentalmente appuntato tutto ciò che alla fine dei giochi sarebbe potuto tornare utile.

Più che un brutto film, quindi, possiamo dire che Pal Sletaune gioca un brutto tiro a chi gli dà fiducia. Come in molte pellicole del genere la trama è chiara fin dal primo fotogramma, ma sta proprio all’abilità del regista e all’inventiva dello sceneggiatore saper costruire un percorso ed un finale sorprendenti, che spiazzino lo spettatore.
In questo caso ciò non è avvenuto e si esce dalla sala con l’amaro in bocca.

(Teresa Lavanga)



Cast

Noomi Rapace   Noomi Rapace
(32 anni circa in questo film)

... Anna

    Kristoffer Joner
(39 anni circa in questo film)

... Helge

    Henrik Rafaelsen

... Lege

    Vetle Qvenild Werring

... Anders

    Bjørn Moan

... Nabo

Dati Tecnici

Nazione

 

Norvegia

Regia

 

Pål Sletaune

Sceneggiatura

 

Pål Sletaune

Fotografia:

 

John Andreas Andersen

Colonna Sonora

 

Fernando Velázquez

Produzione:

 

4 1/2 Film / Pandora Filmproduktion / BOB Film Sweden

Distribuzione:

 

Nomad Film

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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