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L'Arrivo di Wang

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L'Arrivo di Wang

(L'arrivo di Wang)

Film del: 2012     Genere: Fantascienza
Durata: 82 minuti   Uscito al cinema il: 09/03/2012   


Catturati e, allo stesso tempo, affascinati, da questo strano marziano legato ed imbavagliato che parla solo cinese


Trama:

Gaia, un'interprete di cinese, viene chiamata per una traduzione urgentissima e segretissima. Si troverà di fronte Curti, un agente privo di scrupoli, che deve interrogare un fantomatico signor Wang. Ma per la segretezza l'interrogatorio avviene al buio e Gaia non riesce a tradurre bene. Quando la luce viene accesa Gaia scoprirà perché l'identità del signor Wang veniva tenuta segreta. Un incontro che cambierà per sempre la sua vita, e quella di tutto il pianeta.



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Recensione del film: L'Arrivo di Wang

Guardando l’ultimo film dei Manetti Bros. viene da porsi un quesito: cos’è il cinema di serie B e quello di serie A? Ovvero, cosa è che definisce se un film può essere considerato per le masse, un oggetto commerciale, fruibile ai più, o declassato ad una serie più bassa, quella per pochi spettatori, di solito abituati a vedere film poco distribuiti, con un budget basso e, naturalmente, pochi mezzi.

Ma questo, ormai, è un quesito che si può porre solo nel nostro paese. Per esempio, Clerks di Kevin Smith è un film di serie B o no, visto quello che è costato, solo 53.000 dollari, ma anche l’enorme successo di pubblico ottenuto, oltre un premio a Cannes? E film come Blair Witch Project e Paranormal Activity?

Come mai in America i film di fantascienza non sono più considerati film di serie B? Forse per l’enorme massa di soldi spesi per girarli e, poi, naturalmente, ripresi al botteghino? O, nel caso dei due film sopra citati, conta solo l’esito alla cassa del cinema? Sembra, infatti, che per il mercato d’oltre oceano questa distinzione di classe non esista più: tutto è di serie A.

Ma andiamo oltre, visto che, durante gli anni settanta, la commedia in Italia era considerata di serie B, lo è ancora? Un film come Manuale d’Amore 3 cos’è, visto il misero bottino alle biglietterie, la prevedibilità della storia, o delle storie, raccontate, però con un attore del calibro di De Niro? E i cinepanettoni, produzioni spesso sorrette dalle marche sponsorizzate durante la visione e capaci sempre di conquistare il pubblico? La serie la detta il botteghino o la qualità dell’opera?

Ma tutte queste domande non verrebbero poste se l’ultimo lavoro dei Manetti uscisse in larga scala e non nelle solite misere copie che si addicono, purtroppo, ad un film low budget e di genere nel nostro paese.

L’arrivo di Wang è l’ennesima prova, da parte dei Brothers, che il cinema indipendente e di genere è ancora possibile da pensare, girare, mostrare. Ma quello che rende l’opera ancora più originale è di averla raccontata, per l’ottanta per cento, dentro quattro mura, mettendo sul piatto non solo una storia di alieni, ma anche di facili manipolazioni, torture, pregiudizi. Ottantacinque minuti in cui si viene catturati e, allo stesso tempo, affascinati, da questo strano marziano legato ed imbavagliato che parla solo cinese.

Ironia, coraggio, fantasia ed un grande Ennio Fantastichini fanno il resto, e anche se, nella parte finale, gli effetti speciali lasciano un po’ a desiderare non è perché gli addetti non siano abbastanza bravi, ma perché il cinema di genere, da noi, non può che essere imprigionato in un contesto di serie B, senza mezzi e i soldi per fare il grande salto. Da vedere.

(Marco Massaccesi)



Cast

Ennio Fantastichini   Ennio Fantastichini
(57 anni circa in questo film)

... Curti

    Francesca Cuttica

... Gaia

    Li Yong

... Mr. Wang

    Angelo Nicotra
(64 anni circa in questo film)

... generale

Dati Tecnici

Nazione

 

Italia

Regia

 

Marco Manetti / Antonio Manetti

Sceneggiatura

 

Marco Manetti / Antonio Manetti

Fotografia:

 

Alessandro Chiodo

Colonna Sonora

 

Aldo De Scalzi / Pivio

Produzione:

 

Manetti Bros Film / RAI Cinema

Distribuzione:

 

indipendente

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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