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Il Villaggio di Cartone

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05/10/2011
Ermanno Olmi presenta "Il villaggio di cartone"

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Il Villaggio di Cartone

(Il villaggio di cartone)

Film del: 2011     Genere: Drammatico
Durata: 87 minuti   Uscito al cinema il: 07/10/2011   


L'insistita ricercatezza formalistica è un peccato meritevole d’indulgenza in confronto alla modernità stilistica di un grande vecchio del cinema italiano


Trama:

Come un mucchio di stracci buttato là, sui gradini dell’altare. È il vecchio Prete, per tanti anni parroco in quella chiesa che ora non serve più e viene dismessa. Gli operai staccano dalle pareti i quadri dei santi e gli oggetti sacri più preziosi. Un lungo braccio meccanico stacca il grande Crocefisso a grandezza d’uomo appeso alla cuspide per calarlo a terra come uno sconfitto. È inutile opporsi: nulla potrà fermare il corso degli eventi che l’incalzare delle nuove realtà impone alla storia. Tuttavia, di fronte allo scempio della sua chiesa, il Prete avverte l’insorgere di una percezione nuova che lo sostiene. Gli pare che solo ora quei muri messi a nudo rivelino una sacralità che prima non appariva. Da questo momento di sconforto avrà inizio una resurrezione in spirito nuovo della missione sacerdotale. Non più la chiesa delle cerimonie liturgiche, degli altari dorati, bensì la Casa di Dio dove trovano rifugio e conforto i miseri e i derelitti. Saranno costoro i veri ornamenti del Tempio di Dio. E pure la vita del vecchio Prete troverà nuove vie della carità, della fratellanza e persino del coraggio di compiere quegli atti d’amore che chiedono anche il sacrificio estremo, quale alto significato della consacrazione sacerdotale. Ha inizio un tempo in cui il mondo ha bisogno di uomini nuovi e giusti per smascherare l’ambiguità delle parole con l’oggettività degli atti.



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Recensione del film: Il Villaggio di Cartone

Dall’iniziale Il tempo si è fermato (1959) fino a Il villaggio di cartone, presentato nella sezione Orizzonti della sessantottesima edizione del Festival di Venezia, il Maestro Ermanno Olmi ha realizzato circa un’ottantina di opere. Nel corso della sua carriera, Olmi ha spaziato dai documentari industriali prodotti per conto della Edison Volta alle pellicole di fiction, facendo anche qualcosina per la televisione di stato. In vecchiaia è tornato a dirigere documentari come Terra madre e Rupi del vino, dopo aver annunciato che Centochiodi sarebbe stato il suo ultimo lungometraggio narrativo. Il regista lombardo non ha però mantenuto la promessa, fatta pubblicamente nel 2007 per fortuna. Infatti, costretto a trascorrere una lunga convalescenza a letto per via di una brutta caduta, l’autore de L’albero degli zoccoli si è messo d’impegno ad architettare la trama di un nuovo film: Il villaggio di cartone, per l’appunto. Una volta deciso di avventurarsi in questa nuova peripezia filmica, ha voluto subito al suo fianco nella parte di un sacrestano l’attore Rutger Hauer, con cui aveva già collaborato ai tempi de La leggenda del santo bevitore.

Il villaggio di cartone è un’ennesima dimostrazione di quanto era fondata la deduzione di Christian Depuyper quando definì Olmi «il più solitario e nello stesso tempo il più coerente dei registi italiani del dopoguerra». In questa sua opera ai margini della grande produzione, il regista classe 1931 palesa la propria consueta vocazione verso il proprio processo spirituale da militante cattolico. In quel vecchio prete interpretato da Michael Londsale, si materializza ancora una volta la riflessione di Olmi sulla questione di Dio e della Chiesa, dopo il sopracitato I Centochiodi.

La macchina narrativa alla base del Villaggio di cartone parte con un’immagine di sconfitta, quale può essere il gesto di calare dall’alto verso il basso un enorme crocefisso. Al pari del prete campagnolo interpretato da Fernandel nella serie guareschiana Don Camillo, il sacerdote di Olmi a tratti cerca di aprire il suo cuore a quel simbolo di fede, per cercare di capire l’origine del vuoto che da anni prova nell’animo. La risposta ai suoi tanti perché si esplicita di colpo sotto forma di una strategia opposta (la carità) rispetto alla norma fondata sul rispetto delle leggi governative, un po’ alla maniera della tragedia sofoclea Antigone per intenderci. È impossibile vedere nel Villaggio di cartone tracce di una visione dualistica manichea, in quanto anche nello stesso gruppo degli extracomunitari si osserva un’opposizione binaria fra coloro che vorrebbero rispondere alla violenza con una dose di violenza ancora maggiore e chi, invece, s’impegna a favorire la pace. Tuttavia, in alcuni momenti lo sguardo di Olmi tentenna, soffermandosi su alcuni manierismi e note corrive, rinvenibili in particolare all’interno di alcuni dialoghi poco verosimili e troppo didascalici. Ma, questa insistita ricercatezza formalistica è un peccato meritevole d’indulgenza in confronto alla modernità stilistica di un grande vecchio del cinema italiano.

(Maria Cristina Caponi)



Cast

Michael Lonsdale   Michael Lonsdale
(80 anni circa in questo film)

Rutger Hauer   Rutger Hauer
(67 anni circa in questo film)

    Massimo De Francovich

Alessandro Haber   Alessandro Haber
(64 anni circa in questo film)

Dati Tecnici

Nazione

 

Italia

Regia

 

Ermanno Olmi

Produzione:

 

RAI Cinema / Cinemaundici / Edison

Distribuzione:

 

01 Distribution

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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