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Habemus Papam

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Habemus Papam

(Habemus Papam)

Film del: 2011     Genere: Commedia / Drammatico
Uscito al cinema il: 15/04/2011   


Moretti si lascia andare a suggestioni stilistiche che meno gli sono state proprie nei suoi precedenti film


Trama:

Il nuovo cardinale prescelto per il soglio pontificio cade in depressione e così viene chiamato uno psicologo.



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Recensione del film: Habemus Papam

C'è una frase ricorrente che attraversa tutto il film, quasi come un tormentone da avanspettacolo. La frase è uno di quei topoi che costellano il linguaggio professionale della scienza della psicoanalisi e che, come tanti altri, abbiamo fatto nostra nel linguaggio comune: “Soffre di un deficit di accudimento”. La si sente dall'inizio del film fino alla fine, quasi fosse una didascalia che scorre, impetuosa e impietosa, sotto le immagini di Habemus Papam, l'ultimo attesissimo film di Nanni Moretti.

Tutti soffriamo di un deficit di accudimento, secondo lo psicoanalista Moretti ed il suo alter ego, Margherita Buy, la moglie separata, anch'essa analista di professione. Tutti soffriamo di un trauma subìto nei primissimi mesi della nostra vita, ne soffre il severo psicoanalista, ne soffrono i cardinali riuniti in conclave che ritrovano il sorriso nel più surreale dei tornei di beach volley, ne soffre l'appena eletto Papa, il cardinale Melville con la faccia e le anziane rotondità di Michel Piccoli. E ne soffre ferocemente, con urla disumane al bordo del balcone che sta per annunciarne al mondo l'elezione, ne soffre con improvvisi violenti scatti di rabbia e ripide discese in abissi di depressione.
E accanto ed attorno ad un panorama dove vediamo l'eletto papa vagare per le vie di Roma in cerca di una risposta alle domande che lo prostrano, c'è la teoria dei cardinali che si muovono come un sol corpo. E qui, il regista Moretti, più che l'autore, si lascia andare a suggestioni stilistiche che meno gli sono state proprie nei suoi precedenti film. La massa purpurea del ceto cardinalizio è costantemente sotto l'attenzione della macchina da presa, che ora si insinua fra di essi, ora di allontana cogliendone significativi totali. Fra di essi si muove la sagoma asciutta e spigolosa del regista romano, uno splendido quasi sessantenne ormai, regalandoci momenti di rara surreale comicità (canone dal quale non ha mai abdicato, anche nei registri più drammatici) ed attimi di inaspettata commozione quando fa danzare i cardinali (come in una irriverente tela di Bosch) al ritmo di “Todo Cambia”, con la suadente voce di Mercedes Sosa.
Sopra di loro, nelle chiuse stanze vaticane, una sorta di Kagemusha in braghe da guardia svizzera simula, con fattezze e movenze alla Oliver Hardy, il papa che non c'è.

La scena clou del film è in un teatro nel quale una compagnia recita Cechov mentre Michel Piccoli da un palco compie l'ultima tappa di quel percorso di autoanalisi che ha intrapreso da quando la fumata bianca ha schizzato i cieli di San Pietro. Sequenze realizzate con inconsueto senso del mistero che ci conduce dalle inquietanti presenze che si apprestano nella sala fino ad un liberatorio applauso finale. Quello che segue è un controfinale a sorpresa, ma solo per i cardinali.

(Daniele Sesti)



Cast

Nanni Moretti   Nanni Moretti
(58 anni circa in questo film)

... Brezzi

Michel Piccoli   Michel Piccoli
(86 anni circa in questo film)

... cardinale Melville

Dati Tecnici

Nazione

 

Italia

Regia

 

Nanni Moretti

Sceneggiatura

 

Nanni Moretti / Francesco Piccolo / Federica Pontremoli

Fotografia:

 

Alessandro Pesci

Produzione:

 

Sacher Film

Distribuzione:

 

Sacher

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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