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Mother of Rock: Lillian Roxon

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Festival Internazionale del Film di Roma 2010
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16/10/2010
V° Festival di Roma - Sezione Extra - Mother of Rock: Lillian Roxon

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Mother of Rock: Lillian Roxon

(Mother of Rock: Lillian Roxon)

Film del: 2010     Genere: Documentario / Musicale
Durata: 74 minuti   



Trama:

Chi è stato il primo ad aver capito il rock? Una donna: la cui vita e intelligenza, indipendenti e fuori di ogni schema, sono già un mito. E’ Lillian Roxon (1932-1973), giornalista e scrittrice australiana, celebre per la sua Rock Encyclopedia, e lo sguardo ipermetrope che scannerizzò la New York degli anni Sessanta e dei primi Settanta, con personaggi del calibro di Jim Morrison, Mick Jagger, Keith Richards, Andy Warhol, Bob Dylan, John Lennon, Lou Reed, tra tanti. Con una falcata allegra e repertorio da strabuzzare gli occhi, Clarke racconta la donna che ha strappato il rock all’etichetta di moda passeggera e lo ha consegnato al suo status di rivoluzione dei costumi, di epica generazionale, di spirito di un’epoca.



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Recensione del film: Mother of Rock: Lillian Roxon

Signore e signori, Alice Cooper, Lou Reed, Iggy Pop, Andi Warhol e la sua Factory, i Rolling Stones, i Beatles, David Bowie, gli Easybeats (questi forse non dicono molto a tanti), tutti sullo stesso film! Certo, detta così, questo Mother of Rock sarebbe un capolavoro inarrivabile anche tra duemila anni. Invece è soltanto un onesto documentario su una delle figure cardine del giornalismo musicale americano e non solo.
D’altra parte l’aggettivo “onesto” non toglie che sia un bel vedere. Lillian Roxon, nome che ai più dice poco e niente, era una ragazza senza pregiudizi che dall’Australia si spostò nella più rivoluzionaria New York per cambiare, in un certo senso, la comprensione della musica popolare, dove il termine “popolare” va inteso in senso amplissimo. Oggi che i scaffali delle librerie sono pieni di enciclopedie, libri di playlist (?), dizionari e tant’altro sulla musica Rock (va da sé che alcuni di questi sono delle pure ciofeche), è stata lei ad aprire la porta con il primo scritto del genere. La sua Rock Encyclopedia già basterebbe da sola a giustificare la realizzazione di un documentario, ma se a tutto questo aggiungiamo che anche la sua vita è stata quasi un romanzo, allora lo sforzo di Paul Clarke va assolutamente premiato.
La storia si svolge in senso cronologico e questo permette anche di vedere come il mondo si sia stravolto nel giro di un ventennio (dal rock’n’roll al punk, con tutto quello che c’è in mezzo). Se si è appassionati di Musica, allora, ci si commuoverà a guardar scorrere tutte quelle facce (sarebbe da dire teste perché quelli lì, una testa ce l’avevano e come). Se non si è particolarmente appassionati del genere, ci si potrà commuovere comunque davanti alla storia di una vita coraggiosa che ha voluto uscire dalla gabbia del piccolo paese per tuffarsi nel mondo.
Comunque, in entrambi i casi, non si potrà non riconoscere quanto la Musica, e la cultura in genere, abbiano veramente cambiato, in maniera positiva, il corso delle cose, molto di più di quanto non abbia fatto la fredda politica. Lunga vita al Rock’n’Roll!

(Renato Massaccesi)



Cast

Dati Tecnici

Nazione

 

Australia

Regia

 

Paul Clarke

Sceneggiatura

 

Paul Clarke

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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