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The American

The American

(The American)

Film del: 2010     Genere: Thriller
Durata: 105 minuti   Uscito al cinema il: 10/09/2010   



Trama:

Jack é un sicario di professione, ma é costretto a rifugiarsi in un paesino abruzzese perché ricercato da alcuni svedesi che lo vogliono uccidere. Nel paesino fa la conoscenza del sacerdote della parrocchia e di una prostituta, Clara. Ma gli svedesi sono riusciti a scovarlo anche lì...



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Recensione del film: The American

Cosa ci fa George Clooney nell’entroterra dell’Abruzzo? Fra vie strette e bar desolati tipici del luogo, intento a prendersi un caffè lungo mentre sfoglia un giornale italiano? Si, perché L’Americano, diretto dallo svedese Anton Corbjin, non e la classica cartolina in cui un uomo vestito alla Matroianni chiede un Martini ad una prominente cameriera, mentre alle sue spalle passa una cinquecento e ad un angolo un mendicante suona ‘O Sole Mio’ col mandolino, magari, mangiandosi un babà. I cliché italiani ormai li abbiamo visti tutti al cinema, anche quello di un Daniel Day Lewis che, sfrecciando su una decapottabile, per arrivare da Roma ad Anzio passa per Positano. Perciò quando vediamo Clooney in Italia- e non è la prima volta, senza stare a rimembrare altri episodi cinematografici più glaumor che altro- ci aspettiamo la classica, ritrita visone di un Italia guardata dall’altra sponda dell’oceano: finta ed edulcorata.
Ma L’americano non è cosi, Clooney non sta a Positano o ai piedi del Colosseo, non sta cercando di drizzare la torre di Pisa o mangiando un panino nell’anfiterato di Taormina. E verrebbe da dire: finalmente! Il Clooney di Corbijn è un personaggio restio, solitario, nascosto in paesino vicino Sulmona per sottrarsi alla vista dei suoi nemici: è un sicario.
Il regista svedese è nato prima di tutto con la fotografia –sue le bellissime foto dei Joy Division in silhouette davanti ad un lungo tunnel- e poi con i videoclip (Depeche Mode, Nick cave) per arrivare al suo primo lungo dal titolo Control. Film che parlava appunto dei Joy Division e del loro leader morto suicida Ian Curtis. Con un backround del genere era chiaro sin da subito che la messa in scena per un thriller era, indubbiamente, non quella canonica fatta di inseguimenti, sparatorie e quant’altro. Corbijn sembra più rifarsi al Bresson di Un Condannato a Morte è Fuggito, tempi lunghi e ritmi dilatati in cui il killer Clooney si dedica alla costruzione di un arma di estrema precisione, la quale, questa volta, non deve usare lui, ma un suo alter ego al femminile.
Davanti ad una visione così solitaria, quasi spiazzante di un thriller verrebbe da dire: però, vediamo dove il regista vuole arrivare. Una volta mostrata la vita di questo samurai che si innamora di una prostituta e beve vino con il parroco del paese, ci si aspetta un messaggio altro, una chiave altra, un finale altro.
Ma, putroppo, tutto questo non arriva. Anzi l’ultima parte, oltre a risultare ridicola, sembra presa dal peggior romanzo d’appendice. Tutto il lavoro di Corbjin, di Clooney, del bravo direttore della fotografia Muhr, è andato all’aria. Come un corridore che solo, a pochi metri dal traguardo, prende una buccia di banana facendo una figura meschina. Lui ed il pubblico che è andato a vederlo.

(Marco Massaccesi)



Cast

George Clooney   George Clooney
(49 anni circa in questo film)

... Jack / Edward

Violante Placido   Violante Placido
(34 anni circa in questo film)

... Clara

Irina Björklund   Irina Björklund
(37 anni circa in questo film)

... Ingrid

Dati Tecnici

Nazione

 

USA

Regia

 

Anton Corbijn

Produzione:

 

Focus Features / Greenlit Rights / This Is That Productions / Smoke House

Distribuzione:

 

Universal Pictures

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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