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Shutter Island

Shutter Island

(Shutter Island)

Film del: 2010     Genere: Thriller
Durata: 138 minuti   Uscito al cinema il: 05/03/2010   


L’ultimo Martin Scorsese è scioccante, inquietante, destabilizzante, sorprendente. Un bellissimo film insomma, di quelli che restano impressi nella mente.


Trama:

Anno 1954: dal manicomio criminale di Aschecliff, situato su Shutter Island, scompare una detenuta pluriomicida che ha annegato i suoi tre figli.
Il poliziotto locale Teddy Dennis si reca sull’isola insieme al nuovo collega Chuck Aule ma l’ostracismo di medici e infermieri è evidente ai due fin dall’inizio. Tutti su Shutter Island sembrano nascondere qualcosa ma Teddy è deciso a scoprire la verità su Rachel Solando. Un uragano è in arrivo e i due rimangono bloccati sull’isola dove, a poco a poco, vengono a contatto con i misteri ed i complotti che avvolgono l’ospedale.



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Voto medio: 7,07

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Recensione del film: Shutter Island

Arriva finalmente nelle sale, con ben quattro mesi di ritardo rispetto all’uscita preventivata, l’ultimo film di Martin Scorsese, Shutter Island.
Dopo cosche mafiose, passioni ottocentesche, biografie di vario genere, il regista italo-americano cambia decisamente registro ed affronta un film che è un mix di horror gotico, thriller psicologico e viaggio nella mente e nella sofferenza dell’uomo.

Un film scioccante, inquietante, a tratti destabilizzante, sorprendente perché ci regala un finale inaspettato o quanto meno poco prevedibile.
Di Caprio –papabile Oscar- giunto alla sua quarta collaborazione con Scorsese, dà nuovamente prova di grande bravura, in un ruolo per lui inedito, dark, che affronta magistralmente.

E’ un genere tutto nuovo quello con cui si cimenta Scorsese in questo film, ma la sua regia è ancora una volta grandiosa, avvalorata dalle spettacolari inquadrature dall’alto dell’isola e del suo manicomio e resa ancor più angosciante, come del resto è lo stesso film, grazie ai movimenti di macchina, vorticosi e vertiginosi e al montaggio, con i suoi “stacchi ad effetto”.

Il film si apre su una distesa d’acqua: un traghetto emerge dalla fitta nebbia e si dirige verso Shutter Island che si staglia all’orizzonte – impossibile non andare con la mente all’isola dei superstiti di Lost – e ostenta tutti i misteri che la avvolgono, in primis la paradossale scomparsa di una detenuta pluriomicida. Da qui parte la storia: Di Caprio, Teddy Daniels ed il suo collega Mark Ruffalo, Chuck Aule, sono due poliziotti che si recano nel manicomio criminale di Shutter Island per indagare sulla misteriosa sparizione di Rachel Solando, “paziente”, come insiste nel chiamarla il dottor Cawley - magnificamente interpretato da Sir Ben Kingsley – che ha ucciso i suoi tre figli annegandoli in un lago.
Una volta giunti sull’isola, una sorta di antica Alcatraz, con tanto di muraglione (ricreato appositamente dallo scenografo) a dare l’idea di una fortezza impenetrabile ed inespugnabile, i due investigatori si trovano bloccati da un violento uragano. Mano a mano che l’indagine, o meglio la non-indagine - dal momento che tutti, dai medici agli infermieri, sembrano restii a parlare e infittiscono così il mistero legato all’ospedale – prosegue, Teddy e Chuck vengono risucchiati dall’aura inquietante che pervade l’intero manicomio e chi lo abita.

Tratto dall’omonimo best-sellers di Dennis Lehane - autore tra l’altro del fortunato Mystic River, la cui trasposizione cinematografica valse un Oscar a Clint Eastwood - il film si snoda attraverso i flashback e i sogni intensamente realistici del protagonista.
Teddy Daniels è infatti un ex-soldato che ha partecipato alla Seconda Guerra Mondiale e che ha visto l’orrore Dachau, portandone con sé il trauma Interessante coincidenza, la prima di tante in questo film, il fatto che compaia la (tristemente) nota scritta sull’ingresso del campo di concentramento, “Arbeit macht frei”, che proprio di recente è stata rubata e poi ritrovata.
Ma Teddy Daniels è anche un poliziotto che ha perso la moglie in un incendio provocato da Andrew Laeddis, un piromane probabilmente rinchiuso nel padiglione C del manicomio di Shutter Island. Un assassino che Teddy vuole scovare a tutti i costi per liberarsi finalmente del ricordo della moglie, brillantemente interpretata da Michelle Williams.
Shutter Island risulta così più interessante anche perché si sviluppa su più livelli: si parte da un’indagine, successivamente si affrontano il tema dei traumi di guerra e quello del dolore per la perdita di una persona cara ed ancora si analizza il tema del complotto, che aleggia su tutto il film. La vicenda si svolge infatti nei primi anni ’50, quando il terrore della Guerra Fredda rendeva sospetti, quando non si sapeva cosa aspettarsi.

Si è soliti dire “squadra che vince non si cambia” ed il regista ha infatti “ingaggiato” non solo l’attore, che ormai dal 2002 interpreta i personaggi dei suoi film, ma anche il direttore della fotografia Robert Richardson e lo scenografo premiato con Oscar, Dante Ferretti. Entrambi hanno contribuito a ricreare l’atmosfera tipica del cinema espressionista tedesco - al quale Scorsese stesso ha detto di essersi ispirato, in particolare a quello di Otto Preminger e Fritz Lang - dei romanzi di Edgar Allan Poe e del romanzo gotico in genere. Il cimitero sotto l’acquazzone ed i corridoi bui e lugubri in cui si muove Di Caprio, riecheggiano infatti i romanzi di fine ‘700, che si svolgevano spesso all’interno di minacciosi castelli.

Tra le eredità dell’ultima opera di Scorsese vi sono anche i noir degli anni ’40, di cui i protagonisti ricalcano bene i classici detective con tanto di cappello messo di sbieco e impermeabile onnipresente. Le inquadrature dal basso ricordano quelle di Kane in Quarto Potere mentre i corpi straziati dei tre bambini rimandano alle gemelle di Shining.

La musica che accompagna il film è minacciosa, martellante, angosciante; si interrompe repentinamente, esplode improvvisamente, a voler sottolineare i numerosi colpi di scena che pervadono tutto il film. Altra coincidenza, a dir poco singolare, è che uno dei musicisti scelti per la colonna sonora, l’italiano Giacinto Scelsi, negli anni in cui si svolge la vicenda, fu rinchiuso in una clinica psichiatrica perché soffriva di disturbi nervosi e sembra sia stato vittima di torture.

Nel corso della sua carriera di regista, Scorsese ha rappresentato vari tipi di violenza: in questo film, una frase su tutte si fa portavoce di questo stato d’animo, di questa pulsione che fa parte di ogni uomo. “Dio ama la violenza, altrimenti perché ce ne sarebbe così tanta? Ci ha dato la violenza per osannarLo” . Prova ne siano tutti i detenuti del manicomio dell’isola, prova ne sia lo stesso Teddy Daniels che non riesce a controllare la sua collera.

Infine, last but not least, tema fondamentale del film è quello legato ai manicomi e ai terribili esperimenti sui pazienti che in essi venivano condotti. Interessante anche in questo caso la coincidenza dovuta al fatto che, proprio nei giorni scorsi, è stata trasmessa sulla Rai una fiction sul personaggio di Basaglia, psichiatra che, con una legge varata negli anni ’70, fece chiudere i manicomi, spesso teatro di orribili sofferenze per i pazienti, ai quali erano negati i propri diritti.

Il film di Martin Scorsese è dunque un film multistrato, soggetto a molteplici chiavi di lettura, un film che si scopre mano a mano che i minuti passano, che il protagonista si trova immerso nella vicenda.
Le tessere del puzzle sembrano trovare il loro posto attraverso i sogni e le allucinazioni di Teddy. Molto suggestiva è la sequenza dell’incontro con una ex psichiatra dell’isola: come una moderna Sibilla Cumana, all’interno di una grotta rischiarata solo dalle fiamme di un piccolo falò, rivela a Teddy le atrocità commesse all’interno del manicomio, dalla lobotomia all’elettroshok, passando per esperimenti sul cervello che hanno luogo presso il faro.

Il finale è a sorpresa, giunge inaspettato come un fulmine a ciel sereno: l’idea che ci siamo fatti su plot e personaggi viene brutalmente capovolta. Ma qual è, tra tutte, la reale verità? Lo scoprirete solo andando a vedere l’ultimo, strepitoso, film di Martin Scorsese.

(Daria Castelfranchi)



Cast

Ted Levine   Ted Levine
(52 anni circa in questo film)

Leonardo DiCaprio   Leonardo DiCaprio
(36 anni circa in questo film)

... Teddy Daniels

Mark Ruffalo   Mark Ruffalo
(43 anni circa in questo film)

... Chuck Aule

Ben Kingsley   Ben Kingsley
(67 anni circa in questo film)

... Dr. Cawley

Max von Sydow   Max von Sydow
(81 anni circa in questo film)

... Dr. Naehring

Michelle Williams   Michelle Williams
(30 anni circa in questo film)

... Dolores

Emily Mortimer   Emily Mortimer
(39 anni circa in questo film)

... Rachel 1

Patricia Clarkson   Patricia Clarkson
(51 anni circa in questo film)

... Rachel 2

Jackie Earle Haley   Jackie Earle Haley
(49 anni circa in questo film)

... George Noyce

Dati Tecnici

Nazione

 

USA

Regia

 

Martin Scorsese

Sceneggiatura

 

Laeta Kalogridis

Fotografia:

 

Robert Richardson

Produzione:

 

Paramount Pictures

Distribuzione:

 

Medusa

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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