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Simon Koniansky

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FESTIVAL

Festival Internazionale del Film di Roma 2009
Fuori Concorso

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Simon Koniansky

(Simon Koniansky)

Film del: 2009     Genere: Commedia
Durata: 100 minuti   Uscito al cinema il: 09/04/2010   



Trama:

Simon è stato appena lasciato dalla sua ragazza. Ospitato dal padre la vita per lui è quasi impossibile. Decide così di partire per un viaggio con i suoi familiari.



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Recensione del film: Simon Koniansky

In quella che è considerata come la settima arte il cinema belga è sempre stato al di fuori di ogni regola sia visiva che di distribuzione. Se si torna indietro di vent’anni le poche schegge impazzite viste ai festival o (poco) nei nostri cinema erano al di fuori di ogni catalogazione. Due film a episodi in particolare mostrano appieno questo tipo di cinema “estraneo” in tutti i sensi: Adrenaline, film corale a volte geniale a volte raccapricciante per la ferocia di alcuni episodi, e I sette Peccati Capitali, con un Robert Mitchum vestito come un dio vecchio e stufo delle crudeltà gratutite del suo mondo.

Ma non solo questi due tasselli hanno composto la visione di un cinema al di fuori delle regole, ci sono dei stati dei casi più eclatanti come Il Cameraman e l’assassino, film quasi profetico di un filone che gli americani avrebbero fatto tutto loro, cioè quello “soggettivo” , in cui il racconto è narrato da una telecamera messa in mano ad uno dei protagonisti, e, naturalmente, il genio visionario di Jaco Van Dormael, regista di Totò le Heroes e L’Ottavo Giorno. Anche dall’altra parte, cioè dalla parte di un cinema più attaccato alla reltà, il Belgio ha sfornato delle alternative curiose come quella dei fratelli Dardenne. Ma anche i Dardenne, benché amanti assoluti del neo realismo, per il loro modo quasi ossessivo di filmare la realtà, alla fine, la deformano, quasi come unica nuda alternativa ad un tipo di cinema troppo distaccato e fantasioso.

Sono citati questi film non per fare il resoconto di un percorso cinematografico poco conosciuto, ma per far notare il filo che lega tutte queste visoni, quasi fosse un grandangolo che deforma la realtà rendendola surreale, grottesca, ironica, alcune volte irritante e, nel caso contrario, spaventosamente crudele.

Simon Koniasky di Micha Wald appartiene al primo caso. Film ironico, divertente e visivamente vario Koniasky parla del mondo ebraico trapiantato in Belgio e di come le varie generazioni interagiscano con esso. Costretto a tornare a casa dopo che sua moglie lo ha lasciato il povero Simon si ritrova a confrontarsi col padre e le sue “leggi” ebraiche, i suoi amici ancora ossesionati dal passato e con il fatto di essere ancora innamorato della sua ex. Girato con brio e sensibilità Simon Koniaski, insieme ad un altro grande film belga uscito un anno fa dal titolo Louis Michel, mostra ancora una volta di come si possa fare un certo tipo di cinema intelligente, senza dogmi, originale e, soprattutto, fatto da giovani. Insomma, tutto il contrario di quello che si fa nel nostro paese.


(Marco Massaccesi)



Cast

Jonathan Zaccaï   Jonathan Zaccaï
(39 anni circa in questo film)

... Simon Konianski

    Popeck
(73 anni circa in questo film)

... Ernest

    Abraham Leber

... Maurice

    Irène Herz

... Mala

Dati Tecnici

Nazione

 

Francia / Canada / Belgio

Regia

 

Micha Wald

Sceneggiatura

 

Micha Wald

Fotografia:

 

Jean-Paul de Zaetijd

Produzione:

 

Versus Production / Haut et Court / Forum Films / RTBF

Distribuzione:

 

Fandango

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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