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Gravity's Clowns

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FESTIVAL

Festival Internazionale del Film di Roma 2009
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Gravity's Clowns

(Jyuryoku Pierrot)

Film del: 2009     Genere: Drammatico
Durata: 119 minuti   



Trama:

Izumi e Haru sono due fratelli molto diversi: il primo è un biologo timido e preciso, il secondo è uno studente alienato e solitario, ignaro frutto della violenza brutale di uno stupratore.



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Recensione del film: Gravity's Clowns

In giapponese Haru significa Primavera ed è proprio questo il nome del personaggio principale di questo film. Ma se la stagione che porta il profumo dei fiori e la luce più chiara ci può far pensare ad un film solare, ci si trova invece davanti ad una specie di discesa negli inferi.

Gravity Clowns racconta una storia che ha a che fare con stupri, omicidi e strani graffitari seriali ma lo fa con una grazia che è tutta sua. Il film è un thriller che sfrutta elementi di dramma familiare per portarli in una dimensione dove la scienza, la natura e l'immaginazione si fondono fino a creare un panorama “strano” ma efficace.

Nel mondo di Izumi e Haru, i due fratelli del film, niente sembra affidato al caso anzi tutto ha una spiegazione logica benché difficile da raggiungere. Eppure, malgrado il punto d'arrivo ci sarà sempre una variante che sfuggirà alle regole e da cui fondamentalmente scaturirà la poesia.

Nel film di Jun-ichi Mori la personalità più tragica, quella di Haru nato da uno stupro, è anche la più aerea ed è per questo che si completa soltanto con la presenza di Izumi che è ben stretto alla terra. Ma, sebbene il film sia la storia di un legame fraterno, non è questo il filo rosso che permette il sviluppo dello stesso. Per tutto il racconto c'è una continua ricerca di un qualcosa che non si sa cosa sia (un delinquente seriale? Un “padre” degenerato? Una ragazza misteriosa?) eppure la ricerca stessa sarà il tratto d'unione di tutto. Cioè: ci saranno dei colpevoli e degli innocenti ma la cosa che importerà di più sarà stato il percorso per arrivare a capire.

Sebbene il racconto sembra avere una linearità quasi elementare, porta con sé una complessità nascosta che si scioglierà nella maniera più naturale. I personaggi sembrano accettare tutto come se fosse normale, come se fosse un percorso vitale inevitabile ma allo stesso tempo sentono che c'è una scintilla, che da qualche parte arriverà e cambierà tutto. La quotidianità, il lento fluire della vita portano in loro questa consapevolezza.

Gli stessi personaggi che sembrano quasi rassegnati (il cancro del padre, “l'asocialità” di Haru) sono propriamente drammatici perché hanno un dolore che, anche se non si vede, c'è eccome. Gravity's Clown è un haiku che dentro poche righe porta una profondità inedita. Proprio come “la primavera che è scesa dal secondo piano”.

(Renato Massaccesi)



Cast

    Ryo Kase
(35 anni circa in questo film)

... Izumi Okuno

    Masaki Okada

... Haru Okuno

    Fumiyo Kohinata
(55 anni circa in questo film)

... Tadashi Okuno

    Kyoka Suzuki
(41 anni circa in questo film)

... Ryeko Okuno

Dati Tecnici

Nazione

 

Giappone

Regia

 

Jun-ichi Mori

Sceneggiatura

 

Tomoko Aizawa

Fotografia:

 

Jun-ichiro Hayashi

Colonna Sonora

 

Zentaro Watanabe

Produzione:

 

Robot Communications, Asmik Ace Entertainment

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