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Het Leven uit een Dag – Life in one day

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FESTIVAL

Festival Internazionale del Film di Roma 2009
Extra

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Het Leven uit een Dag – Life in one day

(Het Leven uit een Dag – Life in one day)

Film del: 2009     Genere: Drammatico
Durata: 90 minuti   



Trama:

In un mondo dove la vita dura solo un giorno, un paradiso dorato e irreale, Benny e Gini si innamorano perdutamente. Ma solo 24 ore non sono sufficienti per vivere tutte le loro emozioni. C’è solo un modo per ingannare il loro destino, un’unica via di fuga, grazie alla morte: l’inferno.



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Recensione del film: Het Leven uit een Dag – Life in one day

La vita in un giorno, il territorio dell’irripetibile. In cui l’essere umano vede il sole sorgere solo una volta, e le madri lasciano i figli a scuola sapendo che non li vedranno più. Het Leven uit een Dag – Life in one day secondo lungometraggio del regista olandese Mark De Cloe, presentato fuori concorso al Festival di Roma, ha inizio in questa dimensione reale e fantastica insieme, un paradiso di colori freddi in cui l’amore nasce e muore a tutta forza, e si consuma in un unico, dolce e disperato atto sessuale. Ma Benny e Gini s’innamorano, vogliono vivere il loro incontro, quelle sensazioni “ancora e ancora”, e da quel paradiso decidono di uscire, per entrare nell’inferno della riproducibilità dei giorni e delle cose – il mondo reale – anche a costo di macchiarsi di una colpa. Separati, perduti nella ricerca l’uno dell’altro, si ritroveranno a consumare amori e amplessi uguali, indistinti, cancellandoli con altri amplessi e amori uguali e indistinti, senza riuscire tuttavia a dimenticarsi. De Cloe, ritornando sul tema della sua opera prima (False Waltz, 2005), per raccontare questa discesa – passaggio sceglie uno sguardo inquieto e sperimentale, scivolando dalla poesia quasi inconsistente del primo universo alla materialità consunta del secondo, dalla levità e unità all’inaridimento meccanico dei gesti e delle parole. Nel mondo reale, i protagonisti si fanno monadi le cui vite scorrono parallele e contemporanee: lo schermo si divide in due e l’occhio dello spettatore si muove indeciso fra le loro storie, che si separano pur mantenendosi contigue anche a livello formale. Soluzione interessante che però non riesce a far perdonare alcune ingenuità della scrittura – il simbolo facile della farfalla che brucia/che muore, la mappa della città come segno della ricerca che sta per esaurirsi, le corrispondenze visive delle linee – e una narrazione in molte sequenze lenta, faticosa. Het Leven uit een Dag finisce per essere un film squilibrato, che non riesce a mantenere le promesse e riassorbire le istanze poetiche di un prologo in qualche modo folgorante, e che nonostante la buona prova attoriale dei due interpreti, ha il sapore amaro di un valido progetto embrionale, sprecato nel suo farsi.

(Emanuela Sarnà)



Cast

    Lois de Jong

... Ginni

    Matthijs van de Sande Bakhuyzen

... Benny

    Tygo Gernandt
(35 anni circa in questo film)

... Scant

Dati Tecnici

Nazione

 

Olanda

Regia

 

Mark de Cloe

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