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Marpiccolo

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Marpiccolo

(Marpiccolo )

Film del: 2009     Genere: Drammatico
Durata: 87 minuti   Uscito al cinema il: 06/11/2009   


E’ vero che si può parlare di banalità in un film come questo, ma la banalità mostrata dal regista è quella vissuta quotidianamente ragazzi come il protagonista


Trama:

Tiziano si sente chiuso in gabbia. Prigioniero di uno stupido banco, in una stupida scuola, di un padre violento e di una vita sbagliata.



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Voto medio: 6,67

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Recensione del film: Marpiccolo

Strano il titolo dell’ultimo lungometraggio diretto da Alessandro di Robilant. Strano perché Marpiccolo, questo il titolo del film, oltre ad essere proprio una località vicino Taranto è una parola formata da due elementi completamente opposti: il mare, appunto, termine che fa venire in mente una grande, immensa, vastità d’acqua e “piccolo”, che è tutto il contrario.

Il piccolo mare a cui fa riferimento è il regista è quello in cui si ritrova Tiziano, ragazzo di strada nei sobborghi di Taranto, il quale, benché persona intelligente e sensibile sfrutta queste doti per furti e spaccio di droga.
Tiziano è, naturalmente, vittima di una società che non lascia vie d’uscita, con un padre in cassa integrazione che butta tutti i suoi miseri averi giocando ai videopoker ed una madre lasciata sola al suo destino con due figli da mantenere.
Tiziano sogna, però, di scappare con Stella, la sua ragazza, da quella fogna e architetta un piano per trafugare la cassaforte del suo boss. Malgrado ci riesca, il ragazzo dovrà comunque espiare la sua colpa e, questa volta non c’è più nessuna via d’uscita.

Nel corso del racconto il regista mette tre volte il suo personaggio di fronte a qualcuno che gli sbatte in faccia la realtà delle cose cercando di fare cambiare direzione alla sua esistenza: la prima con la sua insegnate che cerca in tutti i modi di fargli leggere “Cuore di Tenebra” di Joseph Conrad, la seconda è la sua ragazza, la quale gli dice di essere molto più coraggiosa lei quando dopo la scuola prende tre autobus per andare a lavoro senza accettare facili scorciatoie per arrivare a ciò che vuole nella vita e l’ultimo è il suo custode tutelare che gli fa presente al giovane di essere una vittima cui l’unico modo per reagire è buttarsi via. Ma Tiziano, come ogni ragazzo ribelle che si rispetti, fa comunque i suoi errori essendo l’unico artefice del suo destino.

E’ vero che si può parlare di banalità in un film come Marpiccolo, ma la banalità mostrata da Alessandro di Robilant è quella vissuta quotidianamente ragazzi come Tiziano. Banalità dettata dalla società in cui viviamo e la sua costante connivenza con la mafia ricolma,poi, di un ignoranza dilagante.
Senza fare l’”autore” il regista racconta una storia a sfondo sociale dando al complesso finalmente un ritmo sostenuto, riuscendo così a fare, finalmente, un film sui nostri mali senza piangersi addosso. Sentito e sincero.

(Marco Massaccesi)



Cast

    Roberto Bovenga

... Trascene

Giorgio Colangeli   Giorgio Colangeli

... De Nicola

    Nicola Rignanese

... Franco

    Michele Riondino

... Tonio

    Selenia Orzella

... Stella

    Anna Ferruzzo

... Maria

    Giulio Beranek

... Tiziano

Dati Tecnici

Nazione

 

Italia

Regia

 

Alessandro Di Robilant

Sceneggiatura

 

Leonardo Fasoli / Maddalena Ravagli

Fotografia:

 

David Scott

Produzione:

 

Overlook Production / Rai Cinema

Distribuzione:

 

Bolero Film

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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