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Bunny & the Bull

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FESTIVAL

Festival Internazionale del Film di Roma 2009
Extra

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Bunny & the Bull

(Bunny & the Bull)

Film del: 2009     Genere: Commedia
Durata: 95 minuti   



Trama:

Stephen Turnbull non esce dal proprio appartamento da mesi e vive all'interno di una routine protettiva ma asfissiante. Sconvolto, costretto a cambiare il ritmo della sua vita, vagando all'interno della propria mente per cercare le ragioni della propria alienazione. Ripercorre così, nel suo labrintico archivio mentale, il folle viaggio in Europa fatto con Bunny, il suo amico più caro interamente dipendente da sesso, alcol e gioco d'azzardo.



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Recensione del film: Bunny & the Bull

C’è chi parte e chi rimane al palo. Chi balla e chi rimane seduto con il drink in mano. Chi scopa (ormai non è più un termine prettamente “maschile”) e chi porta i preservativi. Chi combatte e chi rimane a guardare. Ma non è detto che il tipo che rimane sempre in disparte, facendo da contorno alla vita, lo faccia per una presa di posizione ben precisa, molte volte –anzi quasi sempre- lo fa per timidezza, per paura di sbagliare. Paura che spesso blocca le gambe e non consente neanche di fare un passo in avanti oppure di uscire da casa.

E’ quello che è successo a Stephen nel film diretto da Paul King Bunny & the Bull.
Il racconto comincia con un enumerazione, da parte della voce fuori campo, delle cose che il povero Stephen compie appena si alza: gli stessi gesti ogni mattina mettendoci lo stesso minutaggio. Ma un giorno c’è un inconveniente al quale Stephen deve rimediare e per questo costretto a varcare la soglia dal suo appartamento londinese. Ed è proprio davanti a quel gesto, l’uscire di casa, che si capisce come questo mondo da lui costruito per difendersi dal fuori, dagli altri, sia arrivato ad un livello talmente opprimente da raggiungere quasi la schizofrenia.

Con una serie di flashback Stephen, volente o nolente, deve riprendere in mano il suo passato per ritrovare il contatto con sé stesso e soprattutto con gli altri.
Paul King ricostruisce i ricordi del suo personaggio con l’ausilio di scenografie di carta, pupazzi di plastica, costumi farseschi e sfondi al blue screen, per dare l’effetto rarefatto di un mondo reinventato o, semplicemente, ridisegnato da chi quella memoria l’ha vissuta.
Ecco così che facciamo la conoscenza del Bunny del titolo, un gigionesco Simon Farnaby, miglior amico di Stephen che, grazie ad una rischiosa giocata ai cavalli, riesce a vincere 2.500 sterline e portare il suo socio a fare una vacanza per l’Europa tutta. Ma il concetto che Stephen ha di vacanza è completamente opposto a quello di Bunny, l’uno vuole passare in rassegna tutti i più eccentrici musei, come quello di scarpe, occhiali o utensili da cucina, l’altro vuole ripassarsi tutte le ragazze che gli capitano sottomano.

Costruendo il suo castello di carta Stephen cerca così di ripescare in quel viaggio lo shock che gli ha bloccato le gambe e non lo fa più uscire di casa.
Non sono solo i titoli di testa che ricordano Delicatessen a contaminare un film come Bunny & the Bull, ma anche le scenografie alla Michel Gondry, la musica che ricorda quella composta da Yann Tiersen per Il Favoloso Mondo di Amelie e il tocco tipicamente inglese di Peter Greenaway, amante indomito della catalogazione nelle sue forme più estreme.

Paul King assimila tutte queste espressioni per raccontare una storia tutta sua che parla appunto di amicizia. Un amicizia particolare fra due ragazzi completamente diversi, l’uno più introverso e l’altro più egocentrico, appunto chi si lancia e chi rimane a guardare. E’ questo l’equilibrio fondamentale in un film pieno di fantasia capace di sorprendere in ogni inquadratura. E anche se ogni tanto può venire in mente: “Questa cosa l’ho già vista”, lo si fa comunque felici di essere stati sorpresi con elementi già visti. Come si dice: impara l’arte e mettila da parte.

(Marco Massaccesi)



Cast

Edward Hogg   Edward Hogg

... Stephen Turnbull

    Simon Farnaby

... Bunny

    Veronica Echegui

... Eloisa

Dati Tecnici

Nazione

 

Regno Unito

Regia

 

Paul King

Sceneggiatura

 

Paul King

Fotografia:

 

John Sorapure

Produzione:

 

Warp X

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