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A Boy Called Dad

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Festival Internazionale del Film di Roma 2009
Alice

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A Boy Called Dad

(A Boy Called Dad)

Film del: 2009     Genere: Drammatico
Durata: 80 minuti   



Trama:

Il quattordicenne Robbie vive nel New Brighton, nei pressi di Liverpool, con sua madre Linda e la sorellastra Katie. Suo padre lo ha abbandonato quando aveva soltanto quattro anni, mentre sua sorella lo può vedere ogni fine settimana… Robbie è invidioso, arrabbiato.
Ma nella sua vita cambieranno molte cose...



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Voto medio: 7,00

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Recensione del film: A Boy Called Dad

Sarà che ogni film che arriva dalla terra di Albione ha un suo fascino intrinseco, sarà che ogni racconto sembra diventare politicamente impegnato, sarà per quella pioggia che non smette mai di cadere e che ogni volta porta con sé una poesia esotica, sarà per tante altre cose, ma la filmografia britannica ha un posto speciale nel cuore di molti appassionati di cinema.

A Boy Called Dad è l’ennesimo resoconto di un'infanzia maltrattata con ragazzi che devono fare da padre a padri che non ci sono mai stati, ma è un gran bel vedere. Se, quando si parla di quella fantastica isola, viene naturalmente in mente la strepitosa arte di Ken Loach è perché, qui, è sempre tutto rappresentato con un realismo che lascia attoniti. E se anche le implicazioni sociali che affiorano continuamente nell’opera del maestro, nel film di Brian Percival sembrano non attecchire è pur vero che c’è una sorta di politica del cuore che fa da filo rosso al tutto.

Il paesaggio emozionale dove si svolge il racconto è dominato da famiglie spezzate, pochi soldi, genitori incapaci e una sorta di rassegnazione inevitabile, ed è proprio qui che quella politica di cui sopra prende il sopravvento. A Boy Called Dad è un film in cui tutto parte dal basso, in cui ognuno sembra essere un perdente perché non ha avuto le possibilità o perché le ha sprecate miseramente e in questo è vitalmente tragico.

Se a tutto questo si aggiunge un cast dove non c’è una nota stonata e dove spicca un Ian Hart assolutamente immenso, allora ci si può fare un’idea di tutto ciò a cui si sta per assistere. Brian Percival descrive un mondo che è molto più vicino a noi di quanto lo siano i fighetti che popolano i nostri schermi, sembrando l’unica realtà possibile. Ma d’altra parte è giusto che il cinema sia di tutto e di più, come sarebbe giusto che A Boy Called Dad esca prima o poi nelle sale e non si limiti all’occasione di un festival (sorte che avrebbe meritato anche This is England, passato al Festival di Roma nella sua prima edizione e mai uscito sui nostri lidi).

Insomma un film inglese come tanti altri ma che come tanti altri ha il diritto di essere visto, perché è proprio in questa uniformità–diversità con i suoi precedenti che sta il suo segreto. E da buon campanilista dispiace soltanto dire che quel Neorealismo che ha fatto diventare grande la nostra storia, si sia spostato al di là della Manica. Meritatamente.

(Renato Massacesi)



Cast

    Kyle Ward

... Robbie

Ian Hart   Ian Hart
(45 anni circa in questo film)

... Joe

    Charlene McKenna

... Nia

    Louise Delamere

... Linda

Dati Tecnici

Regia

 

Brian Percival

Sceneggiatura

 

Julie Rutterford

Fotografia:

 

David Katznelson

Produzione:

 

Made Up North Productions

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