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Vision

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Festival Internazionale del Film di Roma 2009
In Concorso

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22/10/2009
Margarethe von Trotta e la sua moderna Hildegard

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Vision

(Vision)

Film del: 2009     Genere: Drammatico
Durata: 111 minuti   



Trama:

Hildegard von Bingen - realmente esistita - è la decima figlia di una ricca e nobile famiglia tedesca e si accorge ben presto di avere una spiccata sensibilità visionaria, ma lo nasconde a tutti. Alla nascita è stata promessa a Dio e all'età di 8 anni consegnata ad un Monastero Benedettino. Diventata più tardi la badessa del convento, abile nella medicina, ha una sconvolgente apparizione che le ordina di rivelare messaggi divini di cui è a conoscenza.



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Recensione del film: Vision

Se la bravura di un regista si misura anche dalla capacità di tenerti incollato sulla poltrona del cinema anche quando il soggetto del film è, ad esempio, la vita e le opere di Ildegarda di Bingen, diciamo subito che Margarethe von Trotta con Vision, presentato in concorso al IV Festival del Cinema di Roma, riesce nell’impresa di appassionarci alle vicende della santa tedesca, vissuta nell’XI secolo dopo Cristo.

La regista di Anni di piombo sfodera tutta la sua maestria e realizza un’opera dagli elevati contenuti tecnici ed intellettuali. Lo spunto è la vita di un personalità ricca di interesse ed originale come quella di Ildegarda di Bingen, religiosa e studiosa, amante delle scienze, colta e intellettualmente indipendente da quelle che erano le rigidissime convenzioni dell’epoca. Fondò uno dei primi monasteri di sole donne e fu probabilmente la prima donna a cui fu concesso predicare la fede.

Interpretata da Barbara Sukowa, attrice prediletta dalla von Trotta, il personaggio di Ildegarda si staglia sullo sfondo di un medioevo ancora buio, anticipatrice di istanze che qualche secolo dopo saranno proprie dell’umanesimo. La riscoperta dell’Uomo come elemento centrale del mondo terreno, l’avversione alla mortificazione crudele del corpo, la convinzione che ci potesse essere una via meno dolorosa e avvilente per avvicinarsi al divino, sono i principi di cui Ildegarda si fa portatrice, anche a costo di violenti contrasti con le autorità religiose dell’epoca.

La regista tedesca coglie questo dato e, pur non rinunciando a mettere in scena i lati più misterici ed esoterici della leggenda di Ildegarda (le visioni mistiche, le miracolose guarigioni, le preveggenze) quel che ne viene fuori è un ritratto di una donna moderna, con una sua precisa e chiara idea di indipendenza, dal carattere forte e indistruttibile, anche quando colpita negli affetti più cari. Quella che oggi potremmo definire una “donna in carriera”, aspetto tra l’altro messo ben in luce, considerando che per le ragazze dell’epoca riuscire ad entrare in un monastero era come oggi essere ammessi in una prestigiosa università.

La von Trotta, scrive una sceneggiatura senza una sbavatura, significativa ed energica, e la mette in scena con movimenti di altissimo virtuosismo: la macchina si sposta avvolgendo i personaggi, seguendoli nelle loro evoluzioni, allontanandosi da loro e tornando sugli stessi rapidamente, arrampicandosi su immaginarie impalcature.
Alle loro spalle una scenografia che predilige i colori forti ed intensi dell’epoca come i rossi brillanti dei paramenti, gli scuri verdi dei mobili, i bianchi sporchi di tuniche grezze. Il tutto scansionato da un montaggio che divide il tempo di Ildegarda dagli otto anni novizia nel convento fino alla sua partenza – dopo esser stata data per morta per l’ennesima volta – nel mondo per divulgare il Verbo.

(Daniele Sesti)



Cast

Barbara Sukowa   Barbara Sukowa
(59 anni circa in questo film)

... Hildegard von Bingen

    Heino Ferch
(46 anni circa in questo film)

... Volmar

    Hannah Herzsprung

... Richardis

    Lena Stolze
(53 anni circa in questo film)

... Jutta

    Gerald Alexander Held

... Abate Kuno

Dati Tecnici

Nazione

 

Germania

Regia

 

Margarethe von Trotta

Sceneggiatura

 

Margarethe von Trotta

Fotografia:

 

Axel Block

Colonna Sonora

 

Chris Heyne

Produzione:

 

Clasart Film





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