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Hollywood sul Tevere

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FESTIVAL

Festival di Venezia 2009
Controcampo Italiano

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Hollywood sul Tevere

(Hollywood sul Tevere)

Film del: 2009     Genere: Documentario
Durata: 71 minuti   



Trama:

Vent’anni di storia del cinema mondiale raccontati attraverso le immagini di archivio dell’Istituto Luce.



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Recensione del film: Hollywood sul Tevere

E’ nelle parole di Eduardo, probabilmente, il significato più intrinseco di questo lavoro di Marco Spagnoli, presentato nella sezione Controcampo Italiano alla 66° edizione del Festival del Cinema di Venezia.
“L’arte non ha confini” sentenzia l’attore e regista napoletano, commentando l’”invasione” di Hollywood sulle rive del Tevere ma anche a Venezia, in Liguria o nelle piazze di Milano. Come dire, un fiume in piena non lo trattieni neanche con il più potente degli argini. Ed in effetti, quello che si percepisce, è che l’arrivo degli americani a Roma, armati di cineprese e non di baionette, fu proprio inarrestabile e travolgente. Il documentario, che si apre con una manifestazione di protesta delle maestranze italiane verso la scarsa attenzione dei governi di allora (poco sembra cambiato da allora …) verso i problemi endemici del cinema italiano, mette bene in luce come l’iniziale diffidenza nei confronti del l’arrivo del cinema d’oltreoceano si trasforma in benevolenza e gratitudine per l’enorme mole di lavoro che questo fenomeno comportò. L a pacifica occupazione, dettata dalla convenienza economica di venire a girare in Italia ma anche dalla qualità degli artigiani del cinema italiano, infatti, si tramuta in fiumi di denaro e, soprattutto, catalizza l’attenzione del mondo sulla città eterna, non più e non solo per la sua storia ed i suoi monumenti, ma anche e soprattutto per essere diventata negli anni ’50 e ’60 il centro dello show business. Spagnoli, affidandosi alle suadenti immagini di repertorio, mette in fila caterbe di attori e registi approdati a Roma a frotte, ci racconta delle loro impressioni nel lavorare in Italia ma anche dei gossip di cui, inevitabilmente, furono protagonisti. Un fenomeno artistico, ma anche di costume che ha contribuito a modificare la società italiana uscita dilaniata e provata dalla guerra. Nascono gli uffici stampa, i rotocalchi ed i paparazzi e quello che sarà chiamato il boom economico lo vediamo rappresentato nelle folle che gremiscono i viali in attesa delle celebrità; la soglia dei bisogni si eleva, dunque. Così come il cinema diventa forza attrattiva di altre discipline fino ad allora considerate più nobili (vediamo De Chirico ad una prima o Dalì, osannato come una star) ma anche, il cinema, sembra poter diventare il deterrente rispetto al clima di guerra fredda, imperante in quegli anni. La paura della bomba può essere sconfitta da un film di Stanley Kramer. Un pregio del documentario di Spagnoli è proprio quello di non soffermarsi sul dato particolaristico di una Roma invasa dai cinematografari ma di riuscire ad universalizzare il fenomeno nato sulle sponde del biondo Tevere. Ed è anche un’interessante documento su come il cinema italiano più intimamente nostro, il neorealismo, potesse comunque trarre linfa anche da un genere così lontano come i kolossal americani. Come tutti i fenomeni, hanno un apice per poi avviarsi verso un lento declino. L’avvento della televisione e delle sue logiche commerciali ed estetiche, ci dice Spagnoli, iniziò a segnare il crepuscolo dell’american system in Italia. Di Cleopatra, l’ultimo kolossal, si parlò più per i pettegolezzi che per il valore intrinseco dell’opera. Ed allora gli americani tornarono a casa, lasciando però una consapevolezza produttiva prima probabilmente sconosciuta. L’idea di un cinema europeo, ad esempio, David Niven e Alberto Sordi che duettano inI due nemici, il progetto mai venuto alla luce di Duetto d’amore, film che avrebbe dovuto essere realizzato da Fellini e Bergman, progetto rimasto tale però (Fellini poi rielaborò il suo episodio realizzando La città delle donne). Insomma, Marco Spagnoli realizza un documento interessante e che offre spunti per futuri approfondimenti, di cui si coglie la passione nella melanconia latente che attraversa le immagini delle quali non si può non rimanere affascinati se si ama il cinema. Valga per tutte, l’ultima, in coda alle altre, che non vi racconto …

(Daniele Sesti)



Cast

Dati Tecnici

Nazione

 

Italia

Regia

 

Marco Spagnoli

Sceneggiatura

 

Marco Spagnoli

Distribuzione:

 

Istituto Luce

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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