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Lo Spazio Bianco

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FESTIVAL

Festival di Venezia 2009
Concorso Venezia 66

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Lo Spazio Bianco

(Lo spazio bianco)

Film del: 2009     Genere: Drammatico
Durata: 96 minuti   Uscito al cinema il: 16/10/2009   


Un film intenso e coinvolgente che non lascia respiro se non un unico, finale, liberatorio che ci riconcilia con la magia del cinema


Trama:

Maria aspetta una bambina, non è incinta più ma aspetta lo stesso. Aspetta che sua figlia nasca, o muoia. E’ per questo che i tre mesi che deve affrontare, sola, nell’attesa che sua figlia Irene esca dall’incubatrice, la colgono impreparata...



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Recensione del film: Lo Spazio Bianco

In gergo musicale lo spazio bianco è il momento di interruzione tra un brano e l’altro, pochi secondi di transizione, di silenzio assoluto, che collega, per l’appunto un momento di realtà con un altro.
Cosa sia lo spazio bianco, cosa esso rappresenti, nel film di Francesca Comencini presentato in concorso alla 66° mostra del cinema di Venezia e tratto dall’omonimo romanzo di Valeria Perrella è facile intuirlo alla fine di un film intenso e coinvolgente che non lascia respiro se non un unico, finale, liberatorio che ci riconcilia con la magia del cinema, quel cinema che incanta ed emoziona che fa pensare e ti lascia, per l’appunto, senza fiato.

Francesca Comencini assieme a Federica Pontremoli legge il libro della Parrella cogliendone i contrasti determinati da una Napoli solare e le livide luci di un ospedale, mettendo in scena una umanità di cui tutti siamo consapevoli senza scadere nello stolido pittoresco o nell’abusata macchietta. Coniugano poesia e realtà stemperando in tal modo i toni drammatici di una storia e mostrandocene il lato esistenziale e non quello compassionevole. Protagonista del film è Margherita Buy (Maria) , probabilmente alle prese con uno dei ruoli più impegnativi della sua carriera. Scelta azzeccata nei confronti di una delle attrici italiane oggi più rappresentative per un film così al femminile, nei fatti che si raccontano e nelle persone che lo hanno realizzato, come questo. Tanto, che viene da domandarsi se l’universo maschile sia capace di sopportare il peso opprimente di uno spazio bianco che segnerà indelebilmente il futuro senza possibili grigi a mitigarne gli effetti. O bianco o nero, una specie di roulette russa della quale non si può che essere rassegnati osservatori. E nel raccontarci questa rassegnazione fatta di giornate tutte apparentemente simili l’una all’altra, fatta di furtive occhiate a monitor che insensibilmente emettono freddi suoni sempre quelli sempre uguali, ma fatte anche di solidarietà e di condivisione, di amara ironia, il film trova la sua dimensione ideale ed un suo equilibrio interiore nel quale i momenti più intimi si alternano a quelli pubblici e sociali di Maria, come possono essere quelli di un’insegnate di italiano per adulti (a Napoli). Il pubblico e il privato si fondono, a maggior ragione in una città dove il privato è privilegio (o condanna) solo di pochi. Ed allora è giusto far sbocciare la coralità delle madri in (amara) attesa in una delle scene più poetiche del film, quella in cui vediamo le donne nei camici verdi ballare una dolorosa quanto bizzarra danza riprese da insolite prospettive che acuiscono il senso di irrealtà e straniamento.

Francesca Comencini, insomma, coglie la giusta distanza tra il compatimento e la partecipazione, liberando la poesia, naturale e spontanea, di una città e di persone senza eguali.

(Daniele Sesti)



Cast

Margherita Buy   Margherita Buy
(47 anni circa in questo film)

... Maria

Salvatore Cantalupo   Salvatore Cantalupo

... Gaetano

    Guido Caprino

... Pietro

Gaetano Bruno   Gaetano Bruno
(36 anni circa in questo film)

... Giovanni Berti

    Maria Paiato

... Magistrata

    Giovanni Ludeno

... Fabrizio

    Antonia Truppo

... Mina

Dati Tecnici

Nazione

 

Italia

Regia

 

Francesca Comencini

Sceneggiatura

 

Francesca Comencini / Federica Pontremoli

Fotografia:

 

Luca Bigazzi

Colonna Sonora

 

Nicola Tescari

Produzione:

 

Fandango

Distribuzione:

 

Fandango

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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