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Persecution

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FESTIVAL

Festival di Venezia 2009
Concorso Venezia 66

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Persecution

(Persecution)

Film del: 2009     Genere: Drammatico
Durata: 100 minuti   



Trama:

Daniel è un 35enne che conduce una vita solitaria ma impegnata, soprattutto a causa suo tempestoso rapporto con Sonia che sembra odiare e amare al tempo stesso e dalla quale tuttavia non sa staccarsi...



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Recensione del film: Persecution

Patrice Chéreau ha definito Persécution un film “sulla decisione di preferire di essere infelici”. Al centro di una rete di rapporti umani labili e complicati è Daniel, muratore che vive nelle case in cui lavora, in una Parigi neutra e periferica. Intorno a lui si muovono Sonia, la donna che ama e che lo ama, Michel, l’amico che si è rovinato la vita con le sue stesse mani e che ora ha bisogno di lui, e infine un uomo, uno conosciuto venuto fuori dal nulla che lo perseguita, s’introduce nei cantieri in cui lavora, gli dice di amarlo e gli
dice come si deve amare. Rapporti inquieti, quelli che li legano, tutti attraversati da un doppio movimento d’inseguimento dell’uno cui corrisponde la fuga dell’altro: Daniel è perseguitato ma anche persecutore, geloso e
possessivo, di questa donna presente-assente che fa di tutto per mantenere in vita il loro legame ma che non può nulla contro le incertezze, contro i fantasmi di lui, la sua rabbia.
Chéreau indaga nelle pieghe di questi rapporti, ai bivi fra libertà e desiderio, amore ed egoismo, affidando alle parole il compito di svelarli: nel film i personaggi dichiarano incessantemente i loro sentimenti e stati d’animo, in una sorta di necessità di tout dire che finisce tuttavia per rivelare la sua
insufficienza di fronte alle contraddizioni e alla solitudine di ognuno. Ed è forse proprio in quest’antinomia il limite di Persécution, in questa scelta di far passare una ricerca sull’essere umano attraverso il dialogo, attraverso un linguaggio che non sempre è in grado di sorreggere il peso e la profondità dei
temi affrontati, una sceneggiatura che spesso cade nell’artificio e nella facilità del lirismo. Quando i momenti più forti del film sono, al contrario, quelli in cui l ’espressività dei volti, è la fisicità a dominare l’immagine - le scene d’amore fra Sonia e Daniel, lo scontro fra Daniel e il suo persecutore.
Così come si rivelano più felici le scelte che lasciano un margine d’insondabilità agli eventi: perché la donna sulla metro dà uno schiaffo ad una ragazza sconosciuta? Da dove nasce l’ossessione del “pazzo” per Daniel, e questo
stesso uomo è forse un suo doppio, una proiezione del suo dover essere? Perché
il motociclista che Daniel soccorre gli dona un sorriso così luminoso appena prima di cadere a terra? Sono questi momenti sospesi, misteriosi, le musiche di Eric Neveux, e soprattutto l’intensità delle prove attoriali di
Romain Duris (Daniel), Charlotte Gainsbourg (Sonia) e Jean Hugues Anglade (il pazzo) a dare al film una sua forza e un suo fascino, ma anche a lasciare il sapore di un'occasione forse sprecata.

(Emanuela Sarnà)



Cast

Charlotte Gainsbourg   Charlotte Gainsbourg
(38 anni circa in questo film)

Romain Duris   Romain Duris
(35 anni circa in questo film)

... Daniel

Jean-Hugues Anglade   Jean-Hugues Anglade
(54 anni circa in questo film)

Michel Duchaussoy   Michel Duchaussoy
(71 anni circa in questo film)

Dati Tecnici

Nazione

 

Francia

Regia

 

Patrice Chéreau

Sceneggiatura

 

Patrice Chéreau / Anne-Louise Trividic

Fotografia:

 

Yves Cape

Colonna Sonora

 

Éric Neveux

Produzione:

 

Azor Films

Distribuzione:

 

non distribuito

film film



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