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Soul Kitchen

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FESTIVAL

Festival di Venezia 2009
Concorso Venezia 66

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Soul Kitchen

(Soul Kitchen)

Film del: 2009     Genere: Commedia
Durata: 99 minuti   Uscito al cinema il: 08/01/2010   


La difficoltà della leggerezza.


Trama:

Zino è il proprietario di un ristorante che si chiama Soul Kitchen. Purtroppo per l'uomo, gli affari non vanno molto bene, e proprio per risollevare le sorti della sua attività chiederà l'aiuto del fratello Illias.



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Recensione del film: Soul Kitchen

Con Soul Kitchen, presentato in concorso alla 66° Mostra di Venezia, Fatih Akin interrompe -dopo La sposa turca e Crossing the bridge- la sua “trilogia sull’amore, la morte e il diavolo” per realizzare un’idea da lungo tempo in gestazione, “un lavoro che mi ricordasse che la vita non è solo dolore e introspezione”, una sospensione del tragico che si è poi trasformata in un progetto complicatissimo, ha detto il regista. La difficoltà della leggerezza.
Perché in Soul Kitchen la multiculturalità -tema privilegiato del suo cinema- non è indagata nei suoi risvolti violenti: qui, già pacificata, si fa senso di compresenza e unione di elementi diversi e vitali.

Il ristorante di Zinos, greco che vive ad Amburgo, è una casa nel senso più autentico del termine, non un luogo cui si appartiene per geografia o nazionalità ma un luogo cui si appartiene per scelta, per trovare e ritrovare in esso quello di cui si ha bisogno. L’atmosfera calda, creata dalle pietanze a base di grassi idrogenati che gli avventori chiedono e si aspettano di trovare, creata dalla musica che mescola soul, funk e rebetiko. “Tu vuoi vendere quello che non può essere venduto: l’amore, il sesso e l’anima”, urla uno dei personaggi del film mentre si rifiuta di preparare un gazpacho caldo. “La musica è il cibo dell’anima”, urla Zinos all’ispettrice dell’Ufficio imposte che gli confisca lo stereo per le tasse non pagate. Il cibo, la musica, il corpo. In Soul Kitchen i sentimenti e i rapporti umani, anche difficili e a volte disperati non sono separati e non sono separabili dal materico: quando la fidanzata di Zinos va a vivere a Shangai lui non sopporta di poterla vedere solo attraverso uno schermo, di toccare la plastica immaginando che sia la sua pelle. Ed è sempre il corpo che si fa carico di virare il film verso la commedia, verso il comico e lo slapstick: spostando una lavastoviglie Zinos si procura una discopatia che gli blocca i movimenti proprio nei giorni in cui la sua vita sta per andare a rotoli e lui avrebbe bisogno di correre per riprendersela. E invece incespica, zoppica, cade a faccia in giù come gli eroi tragicomici dei film muti, generando l’umorismo sul piano visivo prima ancora che su quello verbale.

Ma Soul Kitchen è anche un atto d’amore di Akin ad Amburgo, città in cui è nato e vissuto e di cui vediamo i luoghi che stanno per scomparire: il quartiere di Wilhelmsburg, quartiere industriale di operai e immigrati che sta per essere “riqualificato” - sta cioè per diventare una zona residenziale borghese e alla moda - si fa metafora della trasformazione dell’intera città, e accusa contro la pratica di spazzare via dal tessuto urbano i luoghi che parlano di passato e tradizioni. Akin fissa questi luoghi con la partecipazione di chi sta per perderli, li anima attraverso un’umanità disparata e policroma, fa combattere i personaggi per la loro sopravvivenza. Fino alla scena dell’asta, in cui la loro salvezza avviene sulle note di The creator has a masterplan di Louis Armstrong. I codici e i linguaggi si mescolano, si mescolano i volti e le storie, si accelera il ritmo della narrazione pur rimanendo in una struttura classica che racconta uno spaccato di vita, con ironia e passione.
È un film tattile, Soul Kitchen, un film di sapori, colori, suoni che invadono lo schermo e ne escono fuori a contagiare lo spettatore per portarlo dentro la taverna di Zinos, disperderlo nel microcosmo che la popola. Per disarmarlo e travolgerlo con l’energia sensuale delle sue immagini.

(Emanuela Sarnà)



Cast

Moritz Bleibtreu   Moritz Bleibtreu
(38 anni circa in questo film)

Birol Ünel   Birol Ünel
(48 anni circa in questo film)

Dati Tecnici

Nazione

 

Germania

Regia

 

Fatih Akin

Fotografia:

 

Rainer Klausmann

Produzione:

 

Corazón International

Distribuzione:

 

Bim

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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