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Il Grande Sogno

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FESTIVAL

Festival di Venezia 2009
Concorso Venezia 66

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Il Grande Sogno

(Il grande Sogno)

Film del: 2009     Genere: Drammatico
Durata: 101 minuti   Uscito al cinema il: 11/09/2009   



Trama:

Nicola, è un bel giovane pugliese che fa il poliziotto ma sogna di fare l’attore, e si trova a dover fare l’infiltrato nel mondo studentesco in forte fermento. All’università incontra Laura una ragazza della buona borghesia cattolica, brillante e appassionata studentessa che sogna un mondo senza ingiustizie, e Libero, uno studente operaio, leader del movimento studentesco che sogna la rivoluzione.
Tra i tre nascono sentimenti e forti passioni e Laura -sedotta da entrambi- dovrà scegliere chi dei due amare.



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Recensione del film: Il Grande Sogno

Progetto su cui Placido ha iniziato a lavorare sin dal 2003, Il grande sogno ripercorre gli eventi rivoluzionari del Sessantotto attraverso i percorsi individuali di tre personaggi di formazione ed estrazione sociale diversa. Nicola (Riccardo Scamarcio), ventenne pugliese che si trasferisce a Roma per arruolarsi nella polizia e sogna invece di fare l’attore, Laura (Jasmine Trinca), studentessa cattolica d’estrazione borghese che sovverte gli equilibri familiari unendosi al movimento studentesco, e Libero (Luca Argentero), leader del movimento che combatterà a fianco di operai e braccianti per i loro diritti. Ad unirli e dividerli sono proprio le ragioni della contestazione, per amarsi bisogna stare dalla stessa parte della barricata.
“Nella capitale mi ritrovai a subire gli insulti degli studenti che manifestavano contro la guerra in Vietnam. Pochi mesi dopo ero con loro a protestare, e finii poi per frequentare e occupare l’Accademia d’Arte Drammatica”, ha dichiarato Placido. Film fortemente autobiografico dunque, in cui il regista narra il romanzo della sua stessa formazione: spostando continuamente lo sguardo dalla storia privata alla Storia collettiva, cercando un difficile equilibrio fra i due poli, e rievocando, almeno nelle intenzioni, i grandi movimenti politici di cui le lotte studentesche erano il riflesso e gli eventi che ne determinavano le cesure ideologiche. E per farlo Placido inserisce delle immagini chiave, immagini di repertorio (espediente ormai quasi abusato) che spezzano la finzione e si fanno (anche troppo) emblematiche dell’epoca: la morte di Che Guevara, il “sogno” di Martin Luther King. Le citazioni cinematografiche (I pugni in tasca, Les parapluies de Cherbourg che Nicola vede al cinema) e la colonna sonora (da Rocky Roberts a Caterina Caselli a Leonard Cohen), mirano invece a costruire l’atmosfera, il clima vissuto e respirato.
Tuttavia, se il film riesce nel ritratto umano di Nicola (grazie anche all’interpretazione convincente di Scamarcio e forse ad un’urgenza personale di Placido stesso), trova il suo limite proprio in questa mancata integrazione fra le linee del singolo e della storia: i segni della Grande Storia sono segni retorici, didascalici, più pittoreschi che esplicativi. Una mancata integrazione che spoglia di significato le storie individuali che già in sé si muovono su percorsi piuttosto stereotipati (lo scontro fra Laura e la famiglia, l’indecisione della ragazza fra due uomini, uno dentro e l’altro fuori dalla lotta). E ugualmente, nella rappresentazione del movimento studentesco, il film non riesce a non cadere nel clichè di immagini nostalgiche, oleografiche, che dovrebbero dire quest’entusiasmo per un mondo diverso, quest’ondata rivoluzionaria dai risvolti anche tragici e che invece giungono pulite, graziose, tutte ben composte.
Oscillando fra il ripiegamento emotivo di The Dreamers di cui non ha però il fascino estetizzante (si pensi alla scena d’amore fra Laura e Nicola mentre “fuori” avvengono gli scontri con la polizia”) e l’affresco storico di C’eravamo tanti amati, di cui non possiede il respiro epocale, il film non riesce a prendere una direzione precisa e nonostante la buona prova degli interpreti, non riesce ad innalzarsi al di sopra della convenzione. Placido ha dichiarato di non aver voluto fare un film politico, ma la scelta di uno sguardo trasparente su uno snodo ideologico come quello del Sessantotto mostra le corde, facendo del Grande Sogno un lavoro che scorre via senza annoiare e senza entusiasmare. E soprattutto, senza dar fastidio a nessuno.

(Emanuela Sarnà)



Cast

Riccardo Scamarcio   Riccardo Scamarcio
(30 anni circa in questo film)

... Nicola

Jasmine Trinca   Jasmine Trinca

... Laura

Luca Argentero   Luca Argentero
(31 anni circa in questo film)

... Libero

Laura Morante   Laura Morante
(53 anni circa in questo film)

... Maddalena

Massimo Popolizio   Massimo Popolizio
(48 anni circa in questo film)

... Domenico

Dati Tecnici

Nazione

 

Italia / Francia

Regia

 

Michele Placido

Sceneggiatura

 

Michele Placido / Doriana Leondeff / Angelo Pasquini

Fotografia:

 

Arnaldo Catinari

Produzione:

 

Tao Due / Babe Film / Medusa Film / Sky

Distribuzione:

 

Medusa

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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