Film del: 2009
Genere: Commedia
Durata: 101 minuti Uscito al cinema il: 24/04/2009
Questa è l’unica epoca della storia in cui i figli stanno peggio dei padri
Trama:
Matteo ha 30 anni, brillante laureato con la passione della matematica, lavora nel marketing di un'azienda. Divide la casa con Francesco, il suo migliore amico, un genio della playstation con la passione per il cinema. L'arrivo di un nuovo vice direttore marketing, Angelica, e quello, in casa, di una nuova coinquilina, Beatrice daranno vita ad una serie di peripezie.
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Voto medio: 6,00
Recensione del film: Generazione 1000 Euro
“Questa è l’unica epoca della storia in cui i figli stanno peggio dei padri”. Parole sante (direbbe Ascanio Celestini..), i nostri padri hanno avuto forse lavori migliori, hanno assistito alla realizzazione dei loro obiettivi con più giustizia ed equità, chissà, hanno avuto persino film migliori dei nostri… Eppure ogni tanto, nella vita come nel Cinema, è possibile assistere a qualche piccolo miracolo. E’ il caso di un film genuino e intelligente come Generazione mille euro, dove i mille euro sono quelli che tutti i brillanti laureati d’ Italia sono costretti ad elemosinare ad aziende che non hanno altro interesse che sfruttarli e licenziarli, quei laureati che pagano l’affitto e le bollette, che vengono dalla provincia, che “soffrono e sperano”, che si innamorano delle loro coinquiline, insomma quegli stessi “giovani” delle cui pene il nostro cinema ha saputo anche abusare per restituircene spesso un’immagine stereotipata se non “folkloristica” e che solo in pochi casi si è rivelata veramente onesta e vicina alla realtà. In questo caso, diamo al bravo Massimo Venier il merito di aver reso questa storia di ordinaria amministrazione, non solo una piccola dimostrazione che senza grandi pretese e presunzioni è possibile offrire al pubblico pagante un film di qualità, che non vuol dire più di quel che dice e che non vuole porsi oltre quel che è, ma anche di essere riuscito a mantenere una “giusta distanza”, un occhio critico e originale, che fa di Generazione mille euro una delle poche pellicole che tratti l’inflazionato tema dei giovani precari con genuina onestà intellettuale. L’onestà di chi non vuole idealizzare né ridicolizzare, o peggio, strumentalizzare, le vite così ordinarie eppure così speciali dei tantissimi Matteo Morelli che vivono nelle nostre capitali in mezzo a mille difficoltà e angosce, ma anche in mezzo a tanta “vita” da esperire, fatta di amori, amicizia, nuove esperienze, proposte allettanti e scelte importanti che fanno crescere e capire chi sei e cosa vuoi.
La scelta del cast contribuisce a questo “effetto di realtà”, con la naturalezza del protagonista al suo debutto Alessandro Tiberi, che ricorda un po’ nei tratti il nostro Santamaria dei tempi d’oro, e la bella Valentina Lodovini, perfetta nei panni della laureata in lettere in cerca di supplenze e punteggio su e giù per lo stivale.
Insomma, Generazione mille euro, oltre ad avere quel “plusvalore” che ci consente di consigliarlo vivamente allo spettatore, lascia anche sperare che nonostante precarietà varie, per Matteo come per il nostro Cinema, non è sempre necessario rivolgersi all’ “estero” perché se siamo onesti, capaci e fortunati forse possiamo trovare anche a “casa nostra” piccole grandi soddisfazioni.