Film del: 2007
Genere: Drammatico / Thriller
Durata: 96 minuti Uscito al cinema il: 06/03/2009
La struttura intorno cui si muove Guttentag è senza dubbio solida: peccato che la riflessione iniziale, la “denuncia”, finisca presto la propria forza riflessiva
Trama:
Una produttrice televisiva ha in mente un nuovo programma: un reality sulla roulette russa. Un documentarista la segue mentre cerca di organizzare la trasmissione e, successivamente, durante la diretta del primo episodio.
Recensione del film: Live! - Ascolti record al Primo Colpo
“Lo schermo televisivo, ormai, è il vero unico occhio dell'uomo. Ne consegue che lo schermo televisivo fa ormai parte della struttura fisica del cervello umano. Ne consegue che quello che appare sul nostro schermo televisivo emerge come una cruda esperienza per noi che guardiamo. Ne consegue che la televisione è la realtà e che la realtà è meno della televisione” faceva dire David Cronenberg in Videodrome nel 1983, più di venticinque anni fa. La realtà è meno della televisione, il paradosso è dietro l’angolo: anche la morte, per essere percepita come tale, deve diventare spettacolo, intrattenimento da piccolo schermo. E’ questo il fondamento filosofico su cui si basa “Live!”, film diretto dal due volte premio Oscar (per i mini- documentari You don’t have to die e Twin towers) Bill Guttentag : l’ultima carta del reality show è la roulette russa. Sei concorrenti, chi trova l’unico proiettile nel tamburo muore, gli altri ricevono un assegno di cinque milioni di dollari. Quale pubblico può resistere ad uno show così emozionante? Quanti introiti pubblicitari? Siamo logicamente dalle parti del grottesco, per quanto la televisione sia diventato il comodo salone della peggiore spazzatura mediatica, difficile credere che si potrà mai arrivare a punti così bassi (anche se, mai dire mai…).
Per suggerire realismo alla storia, renderla maggiormente empatica e credibile, Guttentag ( qui anche sceneggiatore) opera due scelte precise. A livello di sceneggiatura decide di soffermarsi soprattutto sulla fase di pre-produzione del programma: sceglie come protagonista la determinata ideatrice dello show (interpretata da un’intensa Eva Mendes) e attraverso le discussioni con i personaggi di contorno affronta le molte problematiche pratiche-di realizzazione e soprattutto etiche, che un reality del genere solleverebbe. Per quanto riguarda l’aspetto registico invece, sempre per suggerire la plausibilità della storia, il linguaggio scelto è quello del documentario. Camera a mano, voce intervistatrice fuori campo: c’è un uomo che sta realizzando un film su come si realizza uno show televisivo. Film nel film, le immagini sono sempre filtrate come nei recenti Rec o Cloverfield. La struttura intorno cui si muove Guttentag è senza dubbio solida: peccato che la riflessione iniziale, la “denuncia”, finisca presto la propria forza riflessiva.
Mancano delle vere e proprie svolte narrative, si va dritti sino alla fine senza allargare il campo della discussione. Ne risulta un film a tema, in fin dei conti piuttosto convenzionale, di certo avaro di quelle “scosse” che probabilmente si prefigge di dare allo spettatore, data la tematica in oggetto.