Film del: 2008
Genere: Drammatico
Durata: 98 minuti
Trama:
Femminista appassionata e da poco entrata in politica, Agathe Villanova torna nella sua casa d'infanzia per aiutare la sorella a sistemare gli affari della madre deceduta un anno prima. La seguono come un'ombra, Michel Ronsard, regista fallito, e Karim, il figlio della domestica, che devono realizzare un documentario sulle donne in carriera.
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Voto medio: 7,50
Recensione del film: Parlez-moi de la Pluie
La storia ruota intorno al figlio della serva che deve realizzare un documentario sulla sorella della padrona di casa che ha una storia con il reporter che collabora con il ragazzo alla realizzazione del film. Detta così può sembrare un racconto contorto, e forse un po' lo è, ma in realtà tutto scorre in modo lineare.
Il film punta l'obiettivo su una donna matura che tira le somme della propria vita e scopre, con sua grande sorpresa, che la visione che gli altri hanno di lei è completamente diversa da quella che lei ha di sè stessa. Scopre che la vita che ha vissuto è completamente diversa da quella che ha percepito. Il personaggio di Agathe, magistralmente interpretato dalla stessa regista, è quello più bello di tutta la storia. E' un personaggio maturo, non solo anagraficamente, ma anche e soprattutto moralmente. Agathe è una donna di successo ma è anche così capace di ascoltare e guardarsi intorno, da riuscire a fare un sincero passo indietro su sé stessa e da giungere ad una lucidità e ad un'indulgenza nuova. Grazie anche all'aiuto di personaggi “meteropatici” (Bacri sempre cinico e spesso abbattuto e Debbouze secco e implosivo), Agnès Jaoui mette in scena quindi, l'ingiustizia quotidiana, le umiliazioni, le incomprensioni, le frustrazioni ed i torti che spesso gli uomini, involontariamente, si causano l'un l'altro.
Parlez-moi de la pluie è una strana commedia. Una commedia che ad un tratto può ribaltarsi e trasformarsi in dramma. Come nella canzone di Brassens, che dà il titolo al film, è il cattivo tempo che interessa, inizialmente, la regista. Sono le intemperie che danno il "la" ad una canzone risaputa e purtroppo sempre dimenticata. Parlez-moi de la pluie è una riflessione amara e allo stesso tempo ironica (così come è la stessa esistenza) sul rapporto che abbiamo con gli altri e che viene metaforicamente riassunto in una parola: sollecitudine, sussurrata, mormorata tanto sommessamente da diventare quasi un timido raggio di sole capace di allonanare le intemperie che la vita ci scatena addosso.