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Man on Wire

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Festival Internazionale del Film di Roma 2008
L'Altro Cinema - Extra

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Man on Wire

(Man on Wire)

Film del: 2008     Genere: Documentario
Durata: 94 minuti   



Trama:

In un luminoso mattino d'estate del 1974, il funambolo Philippe Petit camminò per più di un'ora lungo un cavo d'acciaio teso tra le Torri Gemelle di New York, allora i due più alti grattacieli al mondo, simbolo del progresso e del rinnovato ottimismo occidentale. Il film è la storia di questa incredibile avventura, progettata da un manipolo di sognatori, figli del loro tempo. Attraverso il materiale girato durante la preparazione del piano spettacolare che li porterà in cima agli edifici, il film racconta una parabola epica, una folle utopia al confine tra il gioco prodigioso, l'atto politico e la provocazione artistica.



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Recensione del film: Man on Wire

Si consiglia di leggere “L’uomo che Cade” di Don de Lillo dopo aver visto Man on Wire di James Marsh. Non perché l’uno sia legato all’altro come un unico progetto, ma perché tra le due opere è possibile scoprire una strana simmetria. Simmetria paradossalmente opposta, ma allo stesso tempo perfettamente combaciante.

Sono due i principali punti di contatto: le Twin Towers e l’acrobata. Detto così possono sembrare cose di poco conto, ma in realtà non lo sono affatto. I due progetti mostrano l’origine delle Torri Gemelle -il documentario- e la loro distruzione -il libro- ed hanno come collante un altro elemento che guarda come uno specchio i due eventi: l’artista funambolo.

Mentre nel film si parla della vera avventura di Philippe Petit, acrobata ribelle con l’ossessione delle Torri Gemelle ancora prima che esse nascessero, nel romanzo tutto è stato distrutto e l’artista, dal nome fittizio di Davi Janiak creato dallo stesso de Lillo, si getta da qualsiasi tipo di impalcatura e sporgenza in giacca e cravatta, riproponendo così il suicidio di massa avvenuto durante l’11 Settembre.

Per questo le due opere sono come due poli opposti, il prima e il dopo la catastrofe, che sistematicamente non possono che attrarsi. Mentre in Man on Wire Petit sogna di volare su un tenue filo a più di quattrocento metri d’altezza, in “L’Uomo che Cade” l’acrobata si getta senza mezze misure, come se il sogno del film fosse crollato drasticamente.

Libro a parte Man on Wire è un docufilm divertente ed appassionante. Mantendendosi in eterno bilico tra fiction e realtà proprio come un equilibrista, James Marsch è riuscito a narrare in maniera eclatante la storia dell’uomo che nel 1974 tentò di camminare tra i due grattacieli del World Trade Center su di un filo metallico.

Cercando così, con questo intento, di cambiare capitolo. Come se fosse venuta l’ora di porre fine al rancore e si dovesse cominciare a ricordare. Ricordi splendidi tenuti appesi alla memoria con un tenue filo su cui danza un indomabile funambolo.

(Marco Massaccesi)



Cast

    Philippe Petit
(59 anni circa in questo film)

... Se Stesso

Dati Tecnici

Nazione

 

Regno Unito

Regia

 

James Marsh

Fotografia:

 

Igor Martinovic

Colonna Sonora

 

Michael Nyman

Produzione:

 

Red Box Films

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