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Effedia - Sulla Mia Cattiva Strada

(Effedia - Sulla mia cattiva strada)

Film del: 2008     Genere: Documentario / Musicale
Durata: 87 minuti   



Trama:

Fabrizio De André racconta Fabrizio De André nel primo documentario biografico prodotto da Dori Ghezzi. Attraverso più di trenta canzoni (tra cui alcuni inediti giovanili), filmati d'epoca e un lungo racconto in prima persona, il mondo artistico, morale e politico, la formazione e la maturità di un eccezionale cantastorie che ha lasciato un'impronta indelebile sulle generazioni di ieri e di oggi, in Italia e non solo. Effedia - Sulla mia cattiva strada (che evoca il titolo di un suo brano scritto con Francesco De Gregori) è uno strumento per capire perché la sua voce ci è oggi più che mai necessaria.



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Recensione del film: Effedia - Sulla Mia Cattiva Strada

Se in Italia la cultura musicale è abbastanza bistrattata da chi dovrebbe, per usare un termine che ha poco a che fare con i sentimenti, “organizzarla”, è pur vero che in mancanza di rivalutazioni (per fare un solo esempio: la quasi interezza del catalogo di Jannacci non è mai stato ristampato su cd!) ci sono degli artisti che sembrano non passare mai di moda. I dischi di Mina, Lucio Battisti o per l'appunto Fabrizio de Andrè non sono mai usciti dal catalogo e, se possibile, conservano sempre di più, un posto privilegiato nel cuore di tanti appassionati.

Nel caso, poi, di Fabrizio de Andrè il senso della sua poesia è ancora oggi più attuale che mai, specchio di sentimenti legati all'attualità del tempo ma allo stesso tempo universali. Effedia è un documentario prodotto da Dori Ghezzi, compagna nella vita dal 1974, e come è naturale colpisce dritto alle corde del cuore. Il film copre l'intero periodo della vita artistica del grandissimo cantautore genovese. Da quando firmava i suoi dischi con il solo nome Fabrizio, fino ad Anime Salve, purtroppo ultimo capitolo di una discografia che ha dello strabiliante.

Accompagnati da Fabrizio stesso, che con lunghe interviste, ci svela o ci ricorda il tempo in cui viveva, Effedia ritrae la figura di un uomo che con la sua musica avrebbe voluto, se non cambiare, far almeno conoscere un mondo popolato di tanta gente spesso “violentata” da strutture che non sapeva affrontare. Storie di puttane, soldati, emarginati che per noi assumono quasi un valore eroico, sempre guidati da ragioni che poco c'entrano con la convenienza ma piuttosto col cuore. “Perdenti” agli occhi della gente comune ma “vincenti” nel senso di un'ottica più alta che non ha niente a che fare col “buon senso” della religione o della politica.

Forse il documentario curato da Teresa Marchesi poteva, per ognuno degli spettatori, essere realizzato in maniera diversa. Perché, con tutto il rispetto, la testimonianza di Fiorello, che De Andrè non l'ha neanche conosciuto, e neanche un ricordo da parte di Paolo Villaggio, suo grande amico o Enzo Jannacci, coautore di quel capolavoro che è Via del Campo, solo per citarne due? Ma tutto questo importa fino ad un certo punto perchè la scelta, come è legittimo, in questi casi deve essere soltanto del curatore che è innegabile abbia lavorato in maniera sinceramente emotiva.

E' un bel documentario Effedia e speriamo che spalanchi la strada ad altri progetti del genere perchè, non scordiamoci mai che la nostra tradizione musicale ha un importanza immensa nella nostra storia nazionale e personale, e Fabrizio De Andrè occupa un posto speciale che, a prescindere da implicazioni politiche, risponde a quel poco di spirito libero che è in gran parte di noi. Anarchia come anarchia del cuore.

(Renato Massaccesi)



Cast

Dati Tecnici

Nazione

 

Italia

Regia

 

Teresa Marchesi

Sceneggiatura

 

Teresa Marchesi

Colonna Sonora

 

Fabrizio De Andrè

Produzione:

 

Dori Ghezzi De André

Distribuzione:

 

non distribuito





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