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Pranzo di Ferragosto

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Festival di Venezia 2008
Settimana Internazionale della Critica

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Pranzo di Ferragosto

(Pranzo di Ferragosto)

Film del: 2008     Genere: Drammatico
Durata: 75 minuti   Uscito al cinema il: 05/09/2008   



Trama:

Gianni, un uomo di mezz'età, figlio unico di madre vedova, vive con sua madre in una vecchia casa nel centro di Roma. Tiranneggiato da lei, nobildonna decaduta, trascina le sue giornate fra le faccende domestiche e l'osteria.



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Recensione del film: Pranzo di Ferragosto

Se c’è una tavola alla quale proprio non dovete mancare è quella di Gianni Di Gregorio, regista e protagonista del delizioso Pranzo di Ferragosto, film prodotto da Matteo Garrone e – inspiegabilmente – nel cartellone della Settimana della Critica. In una mostra che fino ad oggi ha riservato ben poche sorprese ma che, piuttosto, ha dispensato molte lacrime, il lungometraggio trasteverino, ha divertito e commosso, raccogliendo i consensi di pubblico e critica così come accadde a La ragazza del lago lo scorso anno al Lido (ignorato dalla giuria, eccezion fatta per il Premio Pasinetti a Servillo).

Gianni è un uomo di mezza età: vive con l’anziana madre, nobildonna decaduta, in una situazione di disagio economico. E saranno proprio i loro problemi materiali a ‘incastrare’ l’uomo. Alla vigilia del Ferragosto, l’amministratore del condominio fa a Gianni una proposta inconsueta: una dilazione dei debiti accumulati se terrà in casa per alcuni giorni la madre. Anche se riluttante, l’uomo accetta. Il giorno dopo, le donne diventano due, anzi tre. Piccoli equivoci, isterie e dispetti da ottuagenari si alternano in questo film che diventa il ritratto grottesco ma tenero della terza (quarta?) età, senza finti buonismi o pietà da rotocalco.

Di Gregorio, co-sceneggiatore insieme al Garrone di Gomorra, è alla sua prima volta dietro la macchina da presa eppure i suoi stilemi e i ritmi fanno di questa commedia un fiore in mezzo al fango di questi giorni. Divertente, appassionato ma anche lirico e poetico, il film suscita ilarità e tenerezza rappresentando due generazioni e mettendole a confronto: gli ultra-bamboccioni e gli anziani, sempre più spesso dimenticati da una società che va troppo in fretta e non chiede più.

Questo film invece di domande ne pone molte: cosa ricordiamo di noi stessi, cosa diventeremo se non impariamo ad alimentare la nostra sensibilità? Trasteverino doc, Gianni Di Gregorio passeggia spesso per il suo rione, ne studia i vizi e le virtù. Studia un quartiere in continuo cambiamento, preso d’assalto da turisti e nuovi abitanti che hanno spazzato via la vecchia generazione di romani, e con essi la memoria.
Uno degli osservatori privilegiati è il vinaio da dove passano tutti, giovani e meno giovani, diversi non solo per età ma anche per inclinazioni. Eppure tutti accumunati dalla stessa difficoltà: quella di ascoltarsi e capirsi.

Noi tifiamo per il giovane Gianni, testimone di un tempo e dispensatore di sogni.

(Caterina D'Ambrosio)



Cast

Gianni Di Gregorio   Gianni Di Gregorio
(59 anni circa in questo film)

Dati Tecnici

Nazione

 

Italia

Regia

 

Gianni Di Gregorio

Sceneggiatura

 

Gianni Di Gregorio

Distribuzione:

 

Fandango





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