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Verso Est

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FESTIVAL

Festival di Venezia 2008
Concorso sezione "Orizzonti"

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Verso Est

(Verso Est)

    Genere: Docudramma
Durata: 90 minuti   



Trama:

Degli appunti di viaggio attraverso la Bosnia ai nostri giorni dopo più di dieci anni dalla guerra, in compagnia di Hatidza Mehmedovic, presidente delle donne di Serebrica.



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Recensione del film: Verso Est

“Prima c’era ordine. Ognuno aveva il suo posto. Il suo lavoro”, declama uno degli attori di Verso Est, film documentario diretto da Laura Angiulli. Quel prima di cui parla il presonaggio del film è riferito alla guerra sanguinolenta in Bosnia a metà degli anni novanta.

Ma è difficile dire se l’uomo che ha di questi pensieri è un vero attore o uno qualunque preso dalla strada, anzi dalle strade. Perché quello che batte la regista è un intinerario ben preciso, se non un triangolo di sangue: Sarajevo, Mostar, Srebrenica.

La linea che la cineasta decide di intraprendere è proprio quella a metà tra finizione e realtà, usando un linguaggio che non appartiene né al documentario né al cinema. Quello che vuole fare è solo dar sfogo alle immagini facendo sprigionare tutta l’emotivita che esse comprimono.

Il film parte con delle riprese della guerra commentate da uno speaker inglese che subito si immergono nella realtà quotidiana: un uomo apre semplicemente una finestra. Ma quelle che vede l’istante al di fuori dello stabile sono sempre le solite immagini di sterminio, come se il passato fosse ancora incollato al presente in ogni mente, in ogni strada, in ogni paesaggio.

Laura Angiulli è principalmente una regista teatrale con qualche esperienza dietro la macchina da presa, nel 2003 si era recata in Bosnia per qualche rappresentazione ed è lì che le è venuta voglia di fare una sorta di film documentario. Senza usare il meccanismo didascalico dell’intervista -l’unica è dedicata a Hatidza Mahmedovic, presidente delle madri di Srebrenica- Laura Angiulli riesce a prendere questi appunti di viaggio senza moralismi o prese di posizione, mostrando i volti di chi ha vissuto quella guerra in maniera ineluttabile come chiave di lettura guida.

Una donna, proprio la Mahmedovic, è seduta su di un pulman che la scorta lungo tutta la Bosnia e dal finestrino rivive i momenti più crudeli della sua esistenza e di quella del suo paese. Il viaggio finisce dove si riuniscono le madri di Srebrenica -che mostrano le foto dei loro cari scomparsi o morti- per poi arrivare ad una enorme sepoltura di massa.

Quella decisa da Laura Angiulli é l’unica via per mostrare questa ferita ancora aperta, senza una voce off che ci faccia da guida. E’ giusto, in questo caso, che le immagini parlino da sole.

(Marco Massaccesi)



Cast

    Hatidza Mehmedovic

... Se stessa

Dati Tecnici

Nazione

 

Italia / Bosnia ed Erzegovina

Regia

 

Laura Angiulli

Fotografia:

 

Cesare Accetta

Produzione:

 

Teatro Coop. Produzioni

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