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Notte Brava a Las Vegas
(What Happens in Vegas...)
Film del: 2008
Genere: Commedia / Romantico Uscito al cinema il: 09/05/2008
...divertente, allegro e spiritoso.
Trama:
Per l'amante delle feste Jack Fuller e per la misurata broker Joy McNally, un turbolento weekend condiviso per caso a Las Vegas avrebbe dovuto, secondo logica, finire al massimo con un po' di mal di testa e confusione.
Premessa: Trattandosi di una commedia sentimentale, è ovvio aspettarsi un preciso canovaccio che prevede un confronto-scontro iniziale, l’innamoramento e, quindi, il lieto fine.
Avendo precisato questo, si può quindi procedere affermando che Notte brava a Las Vegas si prepara ad essere uno dei film più visti delle prossime settimane, perché è divertente, allegro e spiritoso.
La brava Cameron Diaz dimostra ancora una volta la sua verve e la sua adattabilità al copione, tornando ai fasti del divertentissimo Tutti pazzi per Mary, ma aggiungendo quel pizzico di professionalità in più che ha maturato negli ultimi anni. A questo punto, la vera scoperta è il “signor Moore” Ashton Kutcher che, dopo essersi imposto in serie tv e piccole parti, pare qui pronto a spiccare il grande salto verso una celebrità non più legata solo alla sua famosa mogliettina.
Impostato quasi come una commedia degli anni ’40, Notte brava a Las Vegas, vede nei ruoli di comprimari ottime “spalle” capaci di dare, se ancora ce ne fosse bisogno, un’ulteriore spinta umoristica alla pellicola. Esuberante, buffo e sempre perfetto Rob Corddry viene affiancato da una inaspettata e assolutamente esilarante Lake Bell, di solito impegnata in seriose interpretazioni “legali” per il piccolo schermo. Da non dimenticare, infine i piacevolissimi camei di Zach Galifianakis, che risplendono per il loro giusto apporto di cinismo.
Il punto di forza della pellicola è, oltre alla sceneggiatura, il ritmo che un sapiente montaggio ha imposto a tutta la produzione. Non ci si annoia mai, né quando i due protagonisti si guardano con occhi da triglia né quando, abbracciandosi in riva al mare, rischiano seriamente di far impennare il nostro tasso glicemico.
Unico rimpianto? Non aver potuto gustare un po’ di più quel sapore di peccato che la magnifica “Sin City” trasuda da ogni dove.