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The Song of Sparrow

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FESTIVAL

Festival di Berlino 2008
Concorso

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The Song of Sparrow

(Avaze Gonjeshk-ha)

Film del: 2008     Genere: Drammatico
Durata: 96 minuti   


Il cinema iraniano ha una grande capacità in alcuni casi di essere leggero e spiritoso. Sembra una contraddizione, eppure questo film ne è la conferma.


Trama:

La storia di Karim, operaio in un allevamento di struzzi che ad un certo punto viene licenziato. Costretto a lasciare la sua città, insieme alla moglie per cercare lavoro, si troverà in seri problemi.



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Recensione del film: The Song of Sparrow

Raccontando in maniera concisa e sintetica la trama del film (un padre cerca di guadagnare dei soldi per comprare l'apparecchio acustico della figlia), si potrebbe pensare di avere dinanzi il solito film strappalacrime che vuole descrivere la difficoltà della vita in un paese ostile ed arretrato. Peggio ancora, si potrebbe pensare a una specie di rivisitazione moderna ed iraniana di ladri di biciclette. Niente di più sbagliato.

The song of sparrows è un film poetico e allo stesso tempo ricco di una divertita autoironia, che narra le peripezie di Karim, che vorrebbe essere un padre severo ed autoritario, ma proprio non è nella sua natura avere queste caratteristiche. In effetti anche se molto spesso sgrida il figlio, poi si mette sul tetto in una posizione quanto meno anomala per sistemare l'antenna in modo tale da far vedere ai suoi bimbi i cartoni animati. Tenero e stralunato, Karim è un personaggio che per molti versi potrebbe diventare memorabile (se il cinema iraniano non fosse generalmente ignorato da pubblico e distribuzione) e il suo solo volto stupito di fronte alla cinepresa varrebbe bene il prezzo del biglietto. Non è da meno una regia esperta che si muove su diversi registri, non disdegnando neppure lo slapstick. Molto divertente è ad esempio una scena in cui i guardiani di un allevamento di struzzo cercano di recuperare un fuggiasco, e persino lo stesso Karim non lasciando nulla di intentato... si traveste da struzzo per recuperare il profugo pennuto.

Di grande interesse anche l'impatto con Teheran, rappresentata come una metropoli moderna, con tanto di uomini d'affari indaffarati con i loro telefonini che si spostano in continuazione da una parte all'altra della città. Naturalmente c'è anche un forte elemento politico generazionale. Karim cerca di impedire ad alcuni bambini di ripulire una vecchia cisterna perché troppo sudicia e melmosa, eppure di fronte al successo dei piccoli non potrà che constatare che in una struttura vecchia e marcescente sono tornati i passeri, ed il loro canto. The song of sparrows non è quindi un film pesante o disperato: in fondo una piccola canzone può fare passare la tristezza a un gruppo di bimbi delusi.

(Mauro Corso)



Cast

Dati Tecnici

Nazione

 

Iran

Regia

 

Majid Majidi

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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