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Il Nostro Rwanda

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Il Nostro Rwanda

(Il Nostro Rwanda)

Film del: 2005     Genere: Documentario
Durata: 50 minuti   



Trama:

Un centinaio di studenti romani di 24 scuole superiori, accompagnati dal sindaco Veltroni, compiono un viaggio a Kigali per inaugurare una scuola costruita con i fondi da loro raccolti.



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Recensione del film: Il Nostro Rwanda

E’ un grigio giorno di pioggia quando l’aereo pieno di ragazzi romani, accompagnati dal sindaco Veltroni, parte alla volta di Kigali. E’ il 26 novembre 2005.

Il Rwanda è una delle zone più straordinarie dal punto di vista paesaggistico, con terre fertili e acque in abbondanza, molto diverso dalla solita immagine che si ha dell’Africa.
Cristina Comencini e Carlotta Cerquetti si mescolano ai ragazzi e filmano una storia “razionale”, con quale cercano di far capire agli italiani cosa è avvenuto nel 2004 in questo piccolo Stato africano.

E’ un documentario duro, ma allo stesso tempo semplice e diretto, senza troppi orpelli né costruzioni che colpisce come un destro in pieno viso.
Le testimonianze dei sopravvissuti parlano di un genocidio che ha colpito tutta la popolazione e che affonda le sue radici nel passato coloniale.
Viene spiegato che la contrapposizione fra i Tutsi e gli Hutu è da imputare al colonialismo belga, che per poter governare senza problemi il paese, ha enfatizzato ed esasperato delle banali differenze dovute alle diverse attività cui erano dedite le due etnie.

Sul grande schermo scorrono le immagini del “museo del genocidio”, in cui sono raccolte foto in bianco e nero e a colore, primi piani e figura intera, di persone morte o disperse, stese su dei semplici fili, come ad “asciugarsi” del sangue versato; i tanti teschi, esposti in teche, che mostrano sfregi e segni di violenza, le enormi raccolte di ossa ammonticchiate l’una sull’altra.
Le registe danno voce a gente dallo sguardo triste che ricorda con dolore e vive con dignità, e nel contempo inquadrano le espressioni smarrite degli studenti romani che non riescono a credere che tanta violenza e crudeltà possano essere avvenute non in un tempo remoto, ma solo qualche anno fa.

Il maggior pregio del documentario, però, è quello di essere una cassa di risonanza per un messaggio di pace e speranza: in Rwanda tutti sono allo stesso tempo vittime e carnefici, tutti hanno preso parte più o meno attiva alle azioni di violenza.
E’ per questo che sarebbe inutile indire processi, che avrebbero come unico risultato quello di esacerbare quell’odio oggi sopito.
La soluzione più ovvia, che solleva le coscienze dei colpevoli e esorcizza la rabbia delle vittime, è la cosiddetta “gacaca”, una sorta di confessione fatta sulla pubblica piazza non alla presenza di giudici e giurie, ma di fronte ai superstiti del genocidio.

A questo punto, viene da chiedersi: come mai gli Stati occidentali, ricchi e potenti, che hanno razziato per secoli il continente nero non sono riusciti a mettere a punto una tecnica giudiziaria tanto semplice ed efficace?

(Teresa Lavanga)



Cast

Dati Tecnici

Nazione

 

Italia

Regia

 

Cristina Comencini / Carlotta Cerquetti

Sceneggiatura

 

Cristina Comencini / Carlotta Cerquetti

Fotografia:

 

Michela Guberti

Produzione:

 

Cattleya

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