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The Last Lear

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FESTIVAL

Festival Internazionale del Film di Roma 2007
Sezione Extra

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The Last Lear

(The Last Lear)

Film del: 2007     Genere: Drammatico
Durata: 125 minuti   



Trama:

Stanco del mondo dello spettacolo e della mondanità, il grande Siddharth, attore leggendario per più generazioni, decide di ritirarsi, come un eremita, per dedicarsi unicamente a Shakespeare. Il suo unico contatto con l'esterno è la finestra di uno studio dalla qule indisturbato, osserva il mondo fino a quando qualcuno non lo convincerà a mettere piede su un set. Cinema nel cinema, studio penetrante di caratteri sospesi tra l'ironia e il melodramma. The Last Lear è interpretato da star indiane di grande carisma, notissime in asia, Amitabh Bachchan e Preity Zinta.



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Recensione del film: The Last Lear

Rituparno Gosh prende le mosse dal cinema d’autore europeo per realizzare un dramma incentrato sul lavoro dell’attore, traendo spunto dalle opere di Shakespeare e narrando la lavorazione di un film dentro il film.
Gli eventi principali sono descritti da flashback, mentre l’azione in tempo reale ha luogo nella notte dei festeggiamenti del Diwali, la “festa delle luci” per gli induisti, che coincide con la prima del film di Siddhart (Arjun Rampal), The Mask.
Questo film immaginario ha come protagonista un ex attore teatrale, Harish 'Harry' Mishra (Amitabh Bachchan), convinto a ritornare in attività proprio dal regista.
Ogni personaggio rievoca i fatti precedenti il dramma che è il fulcro della vicenda: il gravissimo incidente che porrà fine alla carriera di Harish, carismatico attore d’altri tempi, ossessionato da Shakespeare e consapevole che per chi recita ”non esiste lo stop”.

Gosh sceglie di segmentare la narrazione per ambienti: le donne in casa di Harish, dapprima diffidenti l’una dell’altra ma poi coese e avvicinate dalle comuni difficoltà, gli uomini (Siddhart ed il giornalista Journo Gautam, che è anche voce narrante) in sala per la première a raccogliere consensi e ad affrontare i sensi di colpa.
Nel primo caso è Shabnam (Preity Zinta) il character più conflittuale, un’attrice che non riesce a conciliare il lavoro con le esigenze di un amante possessivo e geloso, uscirà cambiata dall’incontro con il vecchio Harish. Nel secondo caso scopriamo pian piano in Siddhart un regista che non si fa scrupoli, sebbene ammiri sinceramente la bravura di Mishra e la sua arcaica antipatia per il cinema, colpevole di fingere tramite le controfigure, di non andare fino in fondo, come sarebbe necessario.


Il film è attraversato da correnti melò e rivoli umoristici che stemperano la tensione, tuttavia la risultante non è delle migliori. The Last Lear fatica a decollare, a rendere avvincenti le sorti dei personaggi, nonostante un cast di primattori (praticamente sconosciuti da noi) che fra l’altro recitano in inglese. Il tentativo di raffigurare le visioni contrastanti sulla Settima Arte e i suoi rapporti con il teatro non riesce del tutto, lasciando gran parte dei meriti all’interpretazione di Amitabh Bachchan. Peccato, perché i temi che affronta sono classici ma sempre affascinanti: l’identificare il proprio destino con quello della “maschera” che si indossa, ad esempio. O l’essere pronti a rischiare il tutto per tutto per ottenere un ciak perfetto ed irripetibile.

(Italo Rizzo)



Cast

    Arjun Rampal
(35 anni circa in questo film)

... Siddarth

    Shefali Shah

... Vandana

    Jisshu Sengupta

... Gautam

    Amitabh Bachchan
(65 anni circa in questo film)

... Harish Mishra

    Preity Zinta
(33 anni circa in questo film)

... Shabnam

Dati Tecnici

Nazione

 

India

Regia

 

Rituparno Gosh

Sceneggiatura

 

Rituparno Gosh

Fotografia:

 

Abhik Mukherjee

Colonna Sonora

 

Raja Narayan Deb / Sanjoy Das

Produzione:

 

Planman Motion Pictures

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