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Buda Az Sharm Foru Rikht - Buddha Collapsed Out of Shame

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Buda Az Sharm Foru Rikht - Buddha Collapsed Out of Shame

(Buda Az Sharm Foru Rikht)

Film del: 2007     Genere: Drammatico
Durata: 81 minuti   



Trama:

Baktay è una bambina afgana di sei anni che vuole andare a scuola. Ma sulla strada ci sono dei ragazzi che giocano mimando quanto di più violento può mostrare la loro società. Barktay sarà capace di superare questi ostacoli e riuscire ad imparare l’alfabeto nella lingua di sua madre?



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Recensione del film: Buda Az Sharm Foru Rikht - Buddha Collapsed Out of Shame

Scavare nella situazione afghana, mostrandocela nella realtà dei bambini e sotto il punto di vista dei loro bisogni e della loro inconsapevolezza, è forse il modo più duro, ma allo stesso tempo più efficace che si potesse pensare di utilizzare.
E' proprio quello a cui mira questa sorta di docu-dramma proposto da Hana Makhmalbaf, che al suo primo lungometraggio mette in mostra spiccate doti introspettive, che ben si completano con l'asprezza dei temi trattati. Lì, dove l'enorme statua del Buddha venne distrutta dalla brutalità talebana, dalla tirannia di un sistema che prevede numerose privazioni per il suo popolo, impotente di fronte a tale potere, viene ambientato il film, che agisce come un occhio indiscreto, giudicando e lasciando giudicare agli spettatori, quanto decide di sottoporre alla loro vista. La piccola Baktay freme per andare a scuola, ha sete di imparare, di uscire da quella situazione che la tiene prigioniera di regole ferree, le quali la sua innocenza infantile non può e non vuole osservare. Rifiuta le costrizioni, seppure inconsapevolmente e non riesce a comprendere cosa ci provino di tanto divertente gli altri bambini a fare il "gioco della guerra". I maschietti si divertono, si sparano l'un l'altro con fucili costruiti con dei legnetti, minacciano le bimbe, arrestandole e dando loro delle infedeli, solo perchè hanno del rossetto, o gli occhi troppo belli, oppure perchè vogliono andare a scuola.
La loro ingenuità è terribile, così veritiera nel suo essere, così conforme ad una dimensione nella quale si trovano dalla loro nascita e che rappresenta la loro nuda e cruda normalità.
Quel duro ordinamento con i quali i bambini sono fin troppo abituati a convivere, si riflette in ogni piccolo gesto di Baktay, nei suoi atteggiamenti così goffi e teneri con i quali si sposta da un luogo all'altro alla disperata ricerca di un modo per poter andare finalmente a scuola.

Per comprare un quaderno è costretta a trafugare delle uova dalla propria casa e scende fino al mercato per cercare di venderle. L'indifferenza della gente che neppure si accorge della piccola bimba che spunta tra di loro, è in netto rapporto di connessione con il timore di ribellarsi al sistema vigente, al quale preferiscono sottostare, pur andando avanti miseramente, ma evitando di osare oltre il confine che il terrore demarca.

A tal proposito non ci sarebbe potuto essere epilogo più emblematico di quello scelto dalla giovane regista, che propone una drastica soluzione ad un mondo di stenti e privazioni, ovvero l'allusione alla morte come unica via di scampo.

(Tiziano Costantini)



Cast

    Abbas Alijome

    Abdoladi Hoseinali

    Nikbakht Noruz

... Baktay

Dati Tecnici

Nazione

 

Iran

Regia

 

Hana Makhmalbaf

Fotografia:

 

Ostad Ali

Colonna Sonora

 

Marzieh Meshkini

Produzione:

 

Makhmalbaf Film House / Wild Bunch

Distribuzione:

 

non distribuito

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