Film del: 2007
Genere: Drammatico / Poliziesco / Thriller
Durata: 123 minuti Uscito al cinema il: 14/03/2008
Trama:
Due fratelli - non propriamente amici - restano coinvolti in un fatto di sangue che cambierà le loro vite, i loro valori familieri ed il rapporto con i genitori.
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Voto medio: 7,73
Recensione del film: Onora il Padre e la Madre
Uno dei gioielli della Festa. Scelta perfetta, quella del geniale Philip Seymour Hoffman per la parte di Andy (inizialmente, gli era stato proposto il ruolo del fratello minore Hank, poi assegnato ad Ethan Hawke, quando Hoffman ha deciso di interpretare il disfunzionale fratello maggiore), e la sua ideale somiglianza con Albert Finney giovane (nel film, interpreta magistralmente il difficile ruolo del padre, Charles, e lo fa con l'usuale maestria per la quale è stato candidato all'Oscar ben cinque volte, l'ultima delle quali per il burbero avvocato dal cuore d'oro Edward Masry in Erin Brokovich).
L'intera vicenda ruota intorno a questi tre uomini, un padre e due figli, come nella tradizione del miglior Lumet d'annata, in cui i temi del conflitto uomo-società e uomo-famiglia sono basilari e fondanti. Nonostante i vincoli di sangue, le diversità emergono evidenti, sino allo shakespeariano epilogo finale. Una scena d'apertura tra le più torride e belle degli ultimi anni con una Marisa Tomei (disinibita in modo estremamente professionale e bella come il sole) per cui vale il motto coniato per il vino, che sembra migliorare di anno in anno, in barba alle leggi di natura. Il titolo di questo gioiello di tensione e sangue è ricavato dalla contrazione di un vecchio adagio irlandese che recita così: “Siamo tutti peccatori. Meglio, quindi, giungere in Paradiso mezz'ora prima che il diavolo si accorga che siamo morti”. La sua forza deriva proprio dalla plausibilità: tutto potrebbe realmente accadere ed è, infatti, già accaduto, in un qualsiasi sobborgo statunitense.
Tra le scene magistrali: il tradimento subito senza batter ciglio (la pioggia zen dei sassolini ornamentali, come a sottolineare che “è finita”), la tirata (sotto eroina) sulla bellezza armonica del mercato immobiliare confrontata al caos dell'umana esistenza, in cui si procede a vista, senza punti di riferimento, senza certezza alcuna, il padre al funerale con l'articolo della vendetta in tasca. Frasi alla Grande Lebowski: “Andy...ma quello è il negozio di mamma e papà! Ecco perchè l'ho chiamata Operazione Mam-Pap”. La tirata più bella è senza dubbio quella tra il figlio maggiore (Philip Seymour Hoffman) ed il padre (Albert Finney) che si confidano reciprocamente quell'amore che non si sono mai detto ne dimostrato...ad un passo dalla catastrofe che li metterà definitivamente uno contro l'altro nel favoloso epilogo finale. La struttura di montaggio ricorda Magnolia (interpretato, tra gli altri, proprio da Seymour Hoffman). Che questo film, prova evidente della maturità espressiva raggiunta da Sidney Lumet (non che ce ne fosse bisogno) e parafrasi filmica dell'aforisma “Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi”, sia fuori concorso è una fortuna per molti.