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Rendition - Detenzione Illegale

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28/02/2008
Le uscite del fine settimana. Rec, il condominio della paura.

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Rendition - Detenzione Illegale

(Rendition)

Film del: 2007     Genere: Drammatico / Thriller
Durata: 122 minuti   Uscito al cinema il: 29/02/2008   


Sembra, all’inizio, una specie di spy story ma poi, piano piano, esce diventa un film impegnato a tirar fuori una verità “politica” dei fatti


Trama:

Douglas Freeman è un analista della CIA, con base in Nord Africa, costretto a chiedere il trasferimento dopo aver assistito ad un violento interrogatorio da parte della polizia nordafricana; Anwar El-Ibrahimi è un ingegnere chimico sospettato di aver compiuto atti terroristici; Isabella El-Ibrahimi è la moglie, in stato interessante, che fa di tutto per ritrovare il marito scomparso; tre persone, tre storie a cui si aggiungono quelle di Alan Smith, Corinne Whitman, Abasi Fawal. Seguendo le vicende di diversi personaggi, gli sviluppi e gli intrecci dei loro percorsi di vita nello spazio di due continenti (America ed Africa), Rendition tenta di analizzare e sciogliere la contrapposizione dicotomica giusto/sbagliato, senza riuscire a trovare facili, univoche soluzioni.



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Recensione del film: Rendition - Detenzione Illegale

Se l’undici settembre è una data che verrà ricordata sui libri di storia per la devastante e drammatica influenza che ha avuto sulle nostre vite (l’America è lontana ma è indubbio che il crollo delle due torri ha cambiato la politica, l’economia e la sensazione del “terrore” anche nella vecchia Europa), ci sarà un tempo abbastanza prossimo in cui verrà ricordata anche sui manuali di Storia del Cinema come punto focale di una “corrente” che sostituirà o affiancherà la filmografia sul Vietnam nel nostro immaginario.

Rendition però usa una chiave critica originale per rendere la confusione del post-Worl Trade Center. La cosa sicura è che gli Stati Uniti hanno paura (come dargli torto) e nel mondo islamico ci sono fazioni integraliste che vivono anche per le bugie di potenti “abbindolatori” che mandano a morte povere vittime rimanendo a guardare i sacrifici mortali a cui non hanno assoluta intenzione di voler partecipare (e la stessa cosa si potrebbe dire dei potenti degli Stati Uniti che hanno mandato poveri ragazzi a morire in una guerra per cui danno ancora motivazioni che erano false sin dall’inizio).

Il film di Gavin Hood ci racconta un episodio che, sicuramente romanzato, è verosimilissimo nel suo svolgimento. Ci sono due fazioni che ritengono che ogni cosa facciano siano nel giusto, e se il loro fine comporta violenza, morte e tortura ci si può tranquillamente passare sopra per il bene del popolo (che onestamente chiederebbe soltanto un po’ di tranquillità). E se ci si arrabbia per le sorti della vittima sacrificale, che sembra preso per caso perché bisogna pur trovare un colpevole (almeno secondo le autorità), alla fine ci si accorge che tutti i personaggi sono vittime di qualcosa più grande di loro, scatenato da gente a cui non faresti accendere neanche un cerino per paura che brucino tutto.

Se da una parte c’è un cowboy pazzo che ancora continua a fare il John Wayne, malgrado le batoste, (qui rappresentato da un’eccezionale e cattivissima Meryll Streep) e dall’altra parte dei nuovi profeti invasati che mascherano con la religione degli interessi politici, è pur vero che si fa fatica a districarsi in una situazione che ormai si è incancrenita su sé stessa con una violenza inaudita.
Rendition sembra, all’inizio, una specie di spy story ma poi, piano piano, esce diventa un film impegnato a tirar fuori una verità “politica” dei fatti. E se alla fine, che ovviamente non riveliamo, si rimane spiazzati per una sorta di montaggio straniante in cui sembra che il regista ci abbia un po’ ingannato, riflettendo bene ci si accorge che tutto ha un senso, perché dalla nostra posizione di “osservatori” dobbiamo rimanere imparziali per poter capire quello che resta della verità (una sorta di ripresa dell’epica brechtiana), è solo allora che si arriva alle conclusioni, forse diverse da quelle a cui eravamo arrivati in precedenza. E alla fine ci sembra di aver assistito ad un film che parla di religione, di politica, d’amore ma soprattutto ci sembra di aver assistito alla storia di tante “marionette” che non sembrano mai trovare un riscatto. E non certo per colpa loro.

(Renato Massaccesi)



Cast

Omar Metwally   Omar Metwally

... Anwar El-Ibrahimi

Reese Witherspoon   Reese Witherspoon
(31 anni circa in questo film)

... Isabella Fields El-Ibrahimi

    Aramis Knight
(8 anni circa in questo film)

... Jeremy El-Ibrahimi

    Rosie Malek-Yonan

... Nuru El-Ibrahimi

Jake Gyllenhaal   Jake Gyllenhaal
(27 anni circa in questo film)

... Douglas Freeman

Meryl Streep   Meryl Streep
(58 anni circa in questo film)

... Corrine Whitman

J.K. Simmons   J.K. Simmons
(52 anni circa in questo film)

... Lee Mayer

Peter Sarsgaard   Peter Sarsgaard
(36 anni circa in questo film)

... Alan Smith

Dati Tecnici

Nazione

 

USA / Sud Africa

Regia

 

Gavin Hood

Sceneggiatura

 

Kelley Sane

Fotografia:

 

Dion Beebe

Colonna Sonora

 

Paul Hepker / Mark Kilian

Produzione:

 

Anonymous Content / Dune Films / MID Foundation / New Line Cinema

Distribuzione:

 

Eagle Pictures

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GALLERIA FOTOGRAFICA
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