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L'Ultima Legione
(The Last Legion)
Film del: 2007
Genere: Azione / Costume / Drammatico / Fantastico
Durata: 110 minuti Uscito al cinema il: 14/09/2007
Alla fine la sensazione è quella di aver visto un bel prodotto “Hallmark” piuttosto che il lungometraggio epico che il romanzo lasciava intendere
Trama:
L'ultimo imperatore di Roma, Romolo Augusto, è costretto alla fuga di fronte all'invasione barbarica che sta mettendo al sacco Roma. Con lui per proteggerlo il suo precettore e il centurione Aurelio.
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Voto medio: 5,67
Recensione del film: L'Ultima Legione
Difficile dire se sia “Il Faraone della Sabbie” o “L’Ultima Legione” il libro più noto dello storico / archeologo Valerio Massimo Manfredi, ma al di la di questo dubbio, l’epopea dell’ultimo imperatore romano Romolo Augusto (una figura che già nel nome racchiude l’essenza della romanità visto che si chiama sia come il primo re di Roma che come il primo imperatore) è decisamente avventurosa soprattutto nella versione del cantastorie emiliano che ne unisce sapientemente le fila a quelle di uno dei miti più popolari dell’immaginario collettivo.
La genialità del libro, come anche il ritmo serrato, quasi militaresco, si perdono in questa trasposizione cinematografica di Doug Lefler decisamente troppo avvezzo a produzione in stile televisivo come “Hercules” o “Xena” che a narrazioni di ampio respiro che richiederebbero una maggiore personalità, come anche la costruzione di un eroe “mitico”, qualcosa di più vicino al Gladiatore. La cosa diventa ancora più evidente di fronte ad alcune scelte registiche che sembrano strappate di forza da altri film, come il passaggio delle Alpi che ricorda – con le ovvie differenze – la scalata di Moria del Signore degli Anelli o ad inquadrature a campo lungo dove la Roma dei cesari riprodotta in CGI è più simile ad un videogioco che altro. Un’occasione persa che avrebbe potuto ricordare a tutti che l’operazione – peraltro non troppo vincente – di King Arthur era una sorta di clone dell’originale ben più aderente alla storia, invece con eroine indiane, tagli narrativi e dei villani che sono la parodia di loro stessi. Ci ritroviamo a rimpiangere Clive Owen che quanto meno aveva il piglio dell’eroe.
Purtroppo l’ovvietà di molti dei passaggi narrativi annoia ed addormenta il pubblico che arriva stremato alla fine senza avere più la forza di stupirsi per quel finale inatteso. D’altronde non saranno certo dei combattimenti visti e rivisti che riusciranno a resuscitare chi ormai è già catalettico. Peccato per il cast di prim’ordine, ma non sempre basta il nome.
Alla fine la sensazione è quella di aver visto un bel prodotto “Hallmark” piuttosto che il lungometraggio epico che il romanzo lasciava intendere. Roma è ormai caduta, cerchiamo di salvare il salvabile… poco!