Tutto gira intorno alla fantomatica Sylvia. Si, fantomatica perché in realtà la vera chiave, il personaggio sui cui verte proprio il titolo del film, non compare neppure per un'inquadratura in tutta l'opera. Eppure è da lei che dipende il viaggio in tondo per la città che il giovane intraprende, e la figura di questa misteriosa donna è così pressante che da l'impressione di essere presente quasi come una mistica essenza. Tale straordinaria impellenza fa si che tutti gli altri, persino il protagonista, sembrino non aver nomi, e difatti non accennano a presentarsi neppure quando vi è occasione. La donna scambiata per Sylvia non dichiara mai la propria identità, nonostante le continue domande del ragazzo, il quale per altro ricambia non rivelandosi in nessuna circostanza. Il silenzio permane in maniera incalzante, combinandosi con le emozioni e con gli sguardi persi del ragazzo che in tale ordine si elegge come unico uomo in un universo femminile. O meglio, la sua attenzione visiva fa spostare l'occhio della telecamera su fisse inquadrature di donne, che analizza con clinica e ossessiva attenzione, dando una complessiva idea di uno schema surreale, che blocca qualsiasi accenno di scorrimento narrativo.
Quello che la storia potrebbe dare, in realtà lo tiene con se e non lo esterna. Non ci da spiegazioni sul perché quest'uomo cerchi così insistentemente Sylvia, né ci dice se in realtà questa donna esista o sia una sua proiezione mentale. Inoltre la maniera in cui l'opera è orchestrata non permette neppure che lo spettatore si possa sentire intrigato da una sorta di alone di mistero, in quanto non vi sono accenni o circostanze che diano un incipit dal quale si possa poi pronosticare un finale. Un'analisi primitiva potrebbe dare l'idea di un lavoro non sviluppato, una serie di inquadrature fisse su angoli della città, sulle donne che la abitano, e sul protagonista. Il problema però è che il giudizio stenta a cambiare anche dopo un'osservazione più complessa. L'unico punto di connessione tra tutte le strampalate inquadrature è una donna che non appare mai; per il resto risulta un prodotto slegato che da l'idea di una forte incompiutezza.